Una mattinata dedicata al dialogo, alla creatività e al valore dell’incontro. È quella che ha visto protagonista il maestro orafo Gerardo Sacco all’Università della Calabria, nell’ambito del ciclo di seminari “La Pedagogia Sconfinata” ideato e coordinato dal professor Mario Caligiuri, docente di Pedagogia della Comunicazione. Davanti a circa 140 studenti, suddivisi in due sessioni, Sacco ha ripercorso la sua storia professionale e personale, intrecciandola con riflessioni sul ruolo dell’arte, della manualità e della passione nel percorso di crescita dei giovani. Un dialogo fitto, fatto di domande e interventi spontanei, che ha reso l’incontro particolarmente dinamico.
«Vedere tanti ragazzi ascoltare con attenzione, intervenire e lasciarsi coinvolgere è per me una grande gioia – ha raccontato Sacco –. Il confronto con i giovani è uno degli aspetti che più mi entusiasma del mio lavoro. Credo davvero che il futuro si costruisca anche così, attraverso il dialogo e la condivisione». Il maestro ha espresso un sentito ringraziamento ai professori Mario Caligiuri e Giancarlo Costabile per l’accoglienza e per un rapporto umano e professionale che dura ormai da anni. La presenza di Sacco all’interno dei percorsi formativi promossi da Caligiuri è infatti diventata una costante capace di richiamare l’interesse di studenti provenienti anche da corsi diversi da quello di Pedagogia.
Tra i momenti più significativi della mattinata, il dono di Carola, una studentessa che ha realizzato un ritratto a matita del maestro, affiancandolo a uno dei gioielli iconici della collezione Heritage, indossato in passato da Liz Taylor. Un gesto che ha commosso Sacco: «Quel disegno mi ha emozionato. Mi ha ricordato che la bellezza e l’arte hanno senso solo quando vengono condivise». A chiudere l’incontro, le parole del professor Caligiuri: «Ascoltare Gerardo Sacco significa comprendere che il fattore umano è creatività e valori, un baluardo in un’epoca dominata dall’avanzata dell’intelligenza artificiale. Identità e radici culturali sono la premessa dell’arte, che descrive non ciò che il mondo è, ma ciò che il mondo diventerà». Un appuntamento che ha confermato, ancora una volta, la capacità di Gerardo Sacco di parlare alle nuove generazioni attraverso ciò che da sempre lo guida: mani, testa e cuore.
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