Un cammino di fede, servizio e accoglienza che dalla Calabria conduce nel cuore spirituale dell’Umbria. Enzo Valente, laico terziario francescano originario di Cirò Marina, è stato ufficialmente nominato Volontario della Basilica Papale di San Francesco d’Assisi, entrando a far parte del ristretto gruppo che opera quotidianamente all’interno del Sacro Convento. Terziario francescano dal 2001, Valente – conosciuto da molti anche come “Enzo Sport” – ha affrontato un percorso selettivo tutt’altro che semplice. L’accesso al servizio di volontariato presso la Basilica prevede infatti colloqui, momenti di formazione e l’adesione a precise regole ispirate al carisma francescano, nel segno della sobrietà, della preghiera e dell’accoglienza.
La vita del volontario segue un ritmo scandito dalla spiritualità e dal servizio. Le giornate iniziano all’alba, con le Lodi e la Santa Messa, per poi proseguire con l’accoglienza dei pellegrini provenienti da ogni parte del mondo. Dopo il pranzo condiviso con i frati, il servizio riprende nel pomeriggio fino ai Vespri serali, con il pernottamento all’interno del convento. «A fine giornata mi sento profondamente soddisfatto e arricchito spiritualmente – racconta Valente –. I frati francescani trasmettono gioia, amore, pace e serenità». Un’esperienza intensa, iniziata nel mese di dicembre, che proseguirà fino a fine marzo e che riprenderà nuovamente in autunno.
Per Enzo Valente, il volontariato ad Assisi rappresenta una scelta di vita coerente con il proprio percorso personale e spirituale. «Credo profondamente nel valore del volontariato come espressione concreta della carità cristiana e della dedizione gratuita al prossimo. Non è solo un agire, ma un modo di essere, fondato sull’umiltà, sull’ascolto e sull’accoglienza», spiega. Il servizio presso la Basilica diventa così testimonianza viva del messaggio di San Francesco d’Assisi, ispirato ai valori della povertà, della fraternità e della pace. «In un mondo spesso segnato dall’indifferenza – aggiunge – desidero essere strumento di pace e di fraternità».
Un percorso che richiama la celebre esortazione del Santo di Assisi: “Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”. Un pensiero che ben sintetizza il senso di un volontariato vissuto come dono quotidiano, fino a diventare – come spesso si dice ad Assisi – un vero e proprio “sacerdozio laico dell’accoglienza”. Infine, Valente ha voluto esprimere un sentito ringraziamento al Custode del Sacro Convento, al Padre responsabile dei Volontari, ai frati francescani e a tutti i colleghi volontari per l’accoglienza ricevuta e per la condivisione di un’esperienza che segna profondamente il cuore e lo spirito.
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