Crotone, 
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Crotone, il messaggio pasquale di Mons. Alberto Torriani: fede e coraggio nel tempo delle incertezze

Un invito a guardare oltre le incertezze del presente, senza cedere alla paura ma riscoprendo nella fragilità una possibilità di rinascita. È questo il cuore del messaggio pasquale di Mons. Alberto Torriani, Vescovo della Diocesi di Crotone-Santa Severina, rivolto ai fedeli in occasione della Pasqua 2026. Il presule sceglie un’immagine evocativa per accompagnare la sua riflessione: “l’ora delle soglie”, un tempo sospeso in cui nulla è ancora definito, ma tutto può cominciare. A rafforzare il significato del messaggio è anche il richiamo all’arte, con l’opera Soglie di Roberto Floreani, raffigurata nel biglietto pasquale: un quadrato arancione che attraversa una trama grigia, simbolo di una luce capace di irrompere anche nella materia più opaca.

Nel suo messaggio, Mons. Alberto richiama il Vangelo di Giovanni e la figura di Maria di Màgdala, che si reca al sepolcro quando è ancora buio. È proprio in quel momento incerto, a metà tra notte e giorno, che si colloca l’esperienza della fede. Una condizione che il Vescovo definisce come “tempo fragile”, ma che rappresenta anche uno spazio carico di possibilità. Maria diventa così il simbolo di chi continua a camminare pur senza comprendere pienamente, portando nel cuore domande e attese.

Il messaggio ribalta una prospettiva spesso consolidata: la Pasqua non viene presentata come un punto di arrivo, ma come un nuovo inizio. Secondo il Vescovo, è proprio nei momenti in cui nulla appare compiuto che può nascere qualcosa di nuovo. Le ferite personali e collettive non sono viste come segni definitivi, ma come soglie da attraversare. La fede, in questa visione, non offre risposte immediate, ma si configura come una parola capace di custodire insieme memoria e futuro, accompagnando il cammino senza annullare le domande.

Il messaggio si conclude con un’esortazione rivolta a tutta la comunità: imparare ad “abitare il proprio mattino”. Un invito a non restare ancorati alla notte, al pessimismo o alla rassegnazione, ma a riconoscere e accogliere quella luce che continua a manifestarsi nella vita quotidiana. In un territorio segnato da difficoltà ma anche da una forte identità, le parole del Vescovo assumono il valore di un incoraggiamento collettivo: non temere la fragilità, ma trasformarla in occasione di ripartenza.

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