Una delegazione di Coldiretti Calabria ha preso parte al XXIII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, l’appuntamento organizzato a Roma da Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti, nella prestigiosa cornice del Casino dell’Aurora Pallavicini di Palazzo Rospigliosi. L’incontro ha rappresenta un momento di riflessione strategica sul valore del settore agroalimentare italiano, sulle nuove sfide legate ai dazi internazionali e sull’impatto dei cosiddetti “cibi ultra-formulati” sulla salute e sulla cultura alimentare.
Secondo l’analisi diffusa da Coldiretti in occasione del Forum, il cibo è oggi la prima ricchezza dell’Italia, con una filiera agroalimentare che vale 707 miliardi di euro — dai campi alla ristorazione — pari a oltre venti manovre finanziarie. Il comparto dà lavoro a 4 milioni di persone e coinvolge 700mila imprese agricole, posizionando l’Italia al vertice europeo per valore aggiunto, con oltre 42 miliardi di euro nel 2024 e un rendimento per ettaro doppio rispetto alla Francia. Un primato che si estende anche alla qualità dei prodotti, con 328 specialità DOP, IGP e STG, 529 vini a denominazione e oltre 5.500 prodotti alimentari tradizionali, oltre alla rete di Campagna Amica, la più grande rete europea di mercati agricoli a km zero. “Il cibo è il simbolo più riconoscibile del Made in Italy nel mondo – ha dichiarato il presidente Ettore Prandini – e la nostra agricoltura è un motore di crescita insostituibile, che genera valore, occupazione e identità. In un contesto segnato da guerre commerciali e cambiamenti climatici, va difesa con determinazione”.
Tra i temi più dibattuti, anche quello dei dazi Usa e delle tensioni internazionali che pesano sull’export italiano. Dopo una crescita del +11% nel primo trimestre, l’introduzione dei dazi aggiuntivi del 10% ha portato, secondo Coldiretti, a un crollo fino al -10% a luglio, con forti ripercussioni su vino, olio e pasta, per una perdita stimata oltre 1 miliardo di euro. L’analisi Coldiretti/Censis “Mangiare bene, malgrado tutto” evidenzia come il 79% degli italiani consideri l’autosufficienza alimentare una priorità strategica nazionale, al pari dell’energia. Un segnale chiaro della volontà di tutelare la produzione interna e la sovranità alimentare.
Ampio spazio anche al tema dei cibi ultra-formulati, sempre più diffusi e spesso presenti nelle mense scolastiche. Otto italiani su dieci chiedono di vietarne per legge l’utilizzo nelle scuole, seguendo l’esempio della California. Dal rapporto Coldiretti/Censis emerge che l’84% dei cittadini ritiene questi prodotti dannosi per la salute, mentre il 91% chiede di introdurre l’educazione alimentare fin dalle elementari. Durante il panel “La guerra nel piatto”, esperti e studiosi hanno evidenziato i rischi legati agli additivi e alla perdita di una cultura del cibo genuino. Per contrastare questa tendenza, Coldiretti ha voluto proporre anche un’area espositiva dedicata ai sapori autentici della tradizione: pane e marmellata, latte e frutta, pasta al pomodoro, pollo con patate e il ciambellone della nonna. Un messaggio chiaro: mangiare sano significa difendere la salute e il Made in Italy.
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