Crotone, 
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A Crotone due giorni di confronto su architettura, resilienza e futuro delle città

Si è svolta a Crotone, nelle giornate del 20 e 21 dicembre 2025, la Festa dell’Architettura e dell’Arte 2025, appuntamento di rilievo nazionale dedicato ai temi della trasformazione urbana, della sostenibilità ambientale e della resilienza delle città contemporanee.

L’iniziativa è stata promossa dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Crotone e dalla Fondazione Architetti Crotone, in occasione dei trent’anni di attività della Fondazione (1995–2025). L’evento rientra nel calendario nazionale della Festa dell’Architettura e dell’Arte, giunta alla sua quinta edizione. Le due giornate si sono svolte presso la Sala Polifunzionale “FABBRICA”, nel cuore della città, una sede scelta non a caso: un’area segnata da fragilità urbanistiche e geomorfologiche, simbolo delle sfide che interessano oggi molte città mediterranee. Proprio da qui è partito un confronto aperto tra professionisti, studiosi, amministratori e cittadini. Il tema guida dell’edizione 2025, “Le città resilienti – Cityscape. Tra vulnerabilità e rigenerazione”, ha orientato dibattiti, relazioni e momenti di dialogo, ponendo al centro il rapporto tra progetto urbano, ambiente e qualità della vita.

La giornata di sabato si è aperta con i saluti istituzionali dei rappresentanti dell’Ordine e della Fondazione, seguiti dall’inaugurazione della mostra “La Città Osmotica – Città Spugna”, a cura dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura. Al centro degli interventi, il tema dell’acqua come risorsa strategica per il progetto urbano. È emersa con forza la necessità di superare una gestione emergenziale dei fenomeni idrici e climatici, per adottare soluzioni strutturali basate sulla natura: spazi permeabili, tetti verdi, infrastrutture ecologiche e sistemi capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici.

I contributi tecnici hanno delineato una visione di bioarchitettura integrata, capace di coniugare qualità dell’abitare, comfort, prestazioni ambientali e responsabilità sociale, con particolare attenzione ai contesti mediterranei. Ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle istituzioni e degli Ordini professionali nel governo delle trasformazioni urbane. Nel dibattito è intervenuto anche Alessandro Panci, presidente emerito dell’Ordine degli Architetti di Roma, che ha richiamato l’impegno nazionale per l’approvazione di una legge sulla rigenerazione urbana, a tutela della qualità del progetto e dell’interesse pubblico.

Presente alle due giornate anche l’assessore all’Urbanistica del Comune di Crotone, che ha ribadito l’attenzione dell’Amministrazione verso i temi proposti, ritenuti centrali per il futuro della città. Tra i contributi scientifici, particolare interesse ha suscitato il progetto REKAP Coast, illustrato dalla professoressa Consuelo Nava dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dedicato alla rigenerazione urbana adattiva delle città costiere esposte ai rischi climatici. Dal mondo della progettazione internazionale è arrivato anche il saluto dell’architetto Alfonso Femia, che ha sottolineato l’importanza delle reti culturali e professionali nel Mediterraneo e delle collaborazioni tra territori.

Grande attenzione è stata riservata al lavoro coordinato dall’architetto Mario Cucinella, sviluppato attraverso il laboratorio della Fondazione SOS – School of Sustainability nell’ambito del programma Antica Kroton. I professionisti coinvolti hanno presentato il master plan elaborato durante il percorso di studio, illustrando una visione che propone il fiume Esaro come infrastruttura ecologica e urbana: non più limite, ma elemento di connessione tra città, paesaggio e sistemi naturali, in linea con i principi della resilienza climatica.

La manifestazione si è conclusa con una tavola rotonda che ha messo a confronto visioni, approcci e sensibilità diverse sul tema delle città contemporanee. Dal dibattito è emersa una consapevolezza condivisa: la pluralità di idee rappresenta una risorsa, a patto che sia accompagnata da ascolto del territorio, competenza e capacità di anticipare i cambiamenti. In chiusura, la cerimonia di consegna dei riconoscimenti agli architetti con 25 anni di iscrizione all’Ordine e ai “Senatori” con oltre 30 anni di attività ha rappresentato un momento particolarmente sentito. Un passaggio simbolico che ha rafforzato il senso di identità e continuità della comunità professionale, nel segno dei trent’anni di storia dell’Ordine degli Architetti di Crotone.

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