Crotone, 
Tempo di lettura: 2m 46s

Sanità crotonese, Barbuto contro la Regione: «L’Oncologia merita rispetto e risposte immediate»

Non si placa il dibattito sulle condizioni del reparto di Oncologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone. A riaccendere l’attenzione sulla vicenda è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Elisabetta Barbuto, che ha duramente contestato la risposta fornita dagli uffici regionali alla sua interrogazione sullo stato del servizio oncologico crotonese.

Secondo Barbuto, la replica della Regione sarebbe «parziale, approssimativa» e rivelerebbe una scarsa conoscenza degli spazi dell’ospedale, delle sue criticità strutturali e delle reali esigenze dei pazienti. La consigliera pentastellata ha espresso forte preoccupazione per quelle che ritiene soluzioni inadeguate rispetto alle prescrizioni contenute nel rapporto redatto dai Nas di Cosenza dopo l’ispezione effettuata il primo aprile 2025.

Al centro della contestazione ci sono, in particolare, gli interventi indicati dalla Regione per separare Oncologia e Nefrologia. Nella risposta si farebbe riferimento a lavori appaltati per realizzare una separazione attraverso una “struttura leggera”. Una soluzione che, secondo Barbuto, non risolverebbe il problema principale.

La consigliera sostiene infatti che i due reparti costituiscano, di fatto, un unico blocco strutturale. Anche con la realizzazione di un tramezzo, degenti, familiari e utenti diretti a Nefrologia sarebbero comunque costretti ad attraversare gli spazi dell’Oncologia. Inoltre, bagni e pavimentazione resterebbero comuni, rendendo inefficace, a suo dire, qualsiasi intervento limitato al solo rifacimento degli ambienti.

Barbuto punta poi l’attenzione su un’altra criticità, giudicata particolarmente grave: la distanza tra il Day Hospital oncologico e il reparto di degenza. Il primo, secondo quanto riferito dalla consigliera, si trova al quinto piano sopra il Pronto Soccorso, mentre la degenza sarebbe collocata al sesto piano, in un’area opposta della struttura ospedaliera.

Una distribuzione degli spazi che, in caso di emergenza, potrebbe creare difficoltà operative per il personale sanitario, costretto a spostarsi tra piani e aree diverse per raggiungere i pazienti. Per Barbuto, la prima risposta concreta avrebbe dovuto essere l’unificazione del servizio oncologico su un unico piano, ipotesi che non risulterebbe contemplata nella replica regionale.

La consigliera del Movimento 5 Stelle richiama inoltre le condizioni quotidiane del Day Hospital, denunciando una sala d’attesa insufficiente, pazienti costretti a rimanere in piedi, una lacerazione nella pavimentazione dell’ingresso e spazi non adeguati per alcune attività sanitarie, come i prelievi. Da qui la proposta di intervenire subito, almeno in via temporanea, ampliando la sala d’attesa attraverso l’utilizzo di stanze ambulatoriali attualmente vuote sullo stesso piano.

Alla luce di queste criticità, Barbuto ha rivolto un invito pubblico al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, chiedendogli di recarsi personalmente a Crotone per verificare le condizioni dei reparti e confrontarsi direttamente con pazienti e operatori sanitari.

La consigliera ha inoltre sollecitato il governatore ad assumere impegni precisi sull’applicazione della mozione relativa allo screening oncologico, approvata all’unanimità il 9 giugno. Barbuto ha ricordato anche di aver inviato una richiesta formale di incontro tramite Pec circa un mese fa, rimasta finora senza risposta.

«Crotone non è più nelle condizioni di accettare le briciole che cadono dal tavolo», ha concluso Barbuto, chiedendo per il territorio «rispetto, dignità e risposte immediate».

Notizie correlate