Uscire dalla logica dell’autoreferenzialità e trasformare il confronto politico in uno spazio aperto di partecipazione. È questa la direzione indicata dall’Alleanza Progressista, la coalizione che riunisce Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Demos e Più Europa, protagonista di un’assemblea pubblica tenutasi nella Sala Consiliare del Comune di Crotone.
Un appuntamento che segna un passaggio importante nel percorso verso le prossime elezioni amministrative, con due priorità ormai chiare: costruire un programma condiviso con cittadini e associazioni e sciogliere, in tempi rapidi, il nodo del candidato sindaco.
A sottolineare l’identità della coalizione è stata Elisabetta Barbuto, già parlamentare e oggi consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che ha parlato di un’alleanza aperta e inclusiva: l’obiettivo è coinvolgere tutte le forze che si riconoscono in un’area progressista e favorire un contributo ampio alla definizione del progetto politico.
Sul tema della candidatura, Barbuto ha spiegato come il ritardo nella scelta non sia legato esclusivamente alle difficoltà di individuare una figura, ma a una volontà precisa di trovare un profilo coerente con i valori e il programma della coalizione. Una decisione, dunque, ponderata, ma ormai imminente. Tra le ipotesi non si esclude neppure un candidato esterno, mentre l’annuncio potrebbe arrivare nel giro di pochi giorni.
Toni più netti sono arrivati da Nico Stumpo, impegnato nel rilancio del Partito Democratico locale, che ha criticato duramente l’operato dell’amministrazione uscente, accusata di trasformismo politico e di incapacità nel fornire risposte concrete alla città. Secondo Stumpo, gli interventi realizzati finora non bastano a delineare una visione di sviluppo, soprattutto in settori strategici come turismo e agricoltura.
Uno sviluppo che, secondo l’esponente dem, non può limitarsi ai confini cittadini, ma deve coinvolgere l’intero territorio, con Crotone chiamata a svolgere un ruolo trainante. Da qui anche le critiche alla gestione dei bandi legati alle spiagge, ritenuta indicativa di una carenza di progettualità.
Sul futuro della città si è soffermato anche Filippo Sestito, che ha evidenziato la difficoltà di Crotone nel ridefinire la propria identità dopo la fine della stagione industriale. Una fase che, a suo avviso, non è stata accompagnata da una strategia alternativa capace di generare sviluppo. La prospettiva indicata guarda al Mediterraneo come orizzonte naturale per la crescita economica e culturale, con la necessità di rafforzare il dialogo con Governo ed Europa per ottenere ricadute occupazionali concrete.
Sestito non ha però nascosto le criticità interne alla coalizione, parlando apertamente di ritardi e sollecitando una rapida chiusura sul candidato. Un richiamo alla responsabilità politica che passa anche dal superamento di personalismi e interessi di parte, in favore di un progetto credibile e condiviso.
L’assemblea si è conclusa con l’impegno a mantenere l’unità, ma anche con la consapevolezza che il tempo del confronto interno sta per esaurirsi. Ora la città attende risposte concrete, a partire dal nome del candidato chiamato a guidare la sfida elettorale e a rilanciare una Crotone che gli stessi protagonisti del dibattito definiscono oggi marginale ed esclusa.
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