Crotone, 
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Tesoro di Hera, associazioni in allarme per il trasferimento a Capo Colonna

Si accende il dibattito attorno al futuro del Tesoro di Hera, uno dei simboli più preziosi dell’archeologia crotonese e dell’intera Magna Grecia. Il Gruppo Archeologico Krotoniate e Italia Nostra hanno espresso forte contrarietà alla decisione di spostare i reperti dal Museo Archeologico Nazionale di Crotone al Museo di Capo Colonna.

Secondo le due associazioni, il trasferimento rappresenterebbe un rischio concreto per la sicurezza delle opere: il Museo di Crotone, dove i reperti sono attualmente esposti in un ambiente protetto e costantemente presidiato, garantirebbe infatti standard più alti rispetto alla nuova destinazione. Capo Colonna, pur dotato di sistemi d’allarme, si trova in un’area isolata e priva di sorveglianza notturna, situazione che – sottolineano – potrebbe rendere il sito vulnerabile.

La carenza di personale e le difficoltà logistiche, come il lungo tempo di intervento delle forze dell’ordine in caso di emergenza, alimentano ulteriori timori. Le associazioni ricordano inoltre un episodio storico significativo: la corona del Tesoro di Hera fu salvata da uno scavo clandestino appena la notte precedente al ritrovamento ufficiale, un precedente che rende ancora più urgente un approccio prudente e responsabile.

Italia Nostra e il Gruppo Archeologico Krotoniate chiedono quindi l’immediata revoca del trasferimento e il mantenimento del Tesoro di Hera nel Museo di Crotone, ritenuto la sede più adeguata alla conservazione e alla tutela di un patrimonio identitario che appartiene alla città e ai suoi cittadini.

«La storia di Crotone appartiene a tutti. Proteggerla è un dovere», concludono Teresa Liguori, presidente della sezione crotonese di Italia Nostra, e Vincenzo Fabiani, direttore del Gruppo Archeologico Krotoniate.

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