Crotone,

Gli studenti fuorisede tornano a Crotone e non sanno dove studiare

Gli studenti sono obbligati a studiare a casa

foto: Serena Basta

Abituarsi ai servizi è facile, accettare che nella propria città molti di questi siano inesistenti è impossibile. E’ questo il sentimento condiviso da centinaia di giovani crotonesi che, trasferendosi in altre città universitarie, scoprono la comoda routine dello studiare fuori casa.

La maggior parte degli universitari, infatti, è abituata a studiare in biblioteche o aule studio dotate di Wi-Fi, o ancora, a mali estremi, ci si accontenta di un bar dove si può accedere a Internet, strumento ormai fondamentale ed essenziale per la carriera studentesca.

A Crotone questa routine così scontata diventa quasi un’impresa. I bar che consentono ai clienti di usare la rete si possono contare sulle dita di una mano, l’unica biblioteca esistente, situata prima nel castello di Carlo V e ora spostata temporaneamente al Principe di Piemonte, è chiusa. Le aule studio, luoghi in cui qualsiasi studente può recarsi per preparare i propri esami in maniera piacevole, a Crotone non sono mai esistite. 

Crotone non è “a prova di giovani” e questo si riscontra anche nella decisione da parte di tanti ragazzi fuori-sede di rimanere sempre di meno nella propria città, non per mancanza di amore, ma per mancanza di servizi, persino dei più semplici. Salutano quindi famiglia e amici con la speranza di trovare una realtà diversa al proprio ritorno, desiderio che, purtroppo, viene deluso il più delle volte nel realizzare che nulla cambia.

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