Da oltre due settimane le studentesse e gli studenti del Liceo delle Scienze Umane “Lombardi Satriani” di Mesoraca sono costretti a frequentare le lezioni in un edificio privo di riscaldamento, in pieno periodo invernale. Una situazione che ha spinto il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani a intervenire pubblicamente, denunciando una condizione ritenuta lesiva dei diritti fondamentali degli studenti.
Mesoraca è un centro dell’entroterra calabrese caratterizzato da inverni rigidi e da una posizione geografica lontana dai principali poli urbani. In questo contesto, la scuola rappresenta un presidio essenziale non solo dal punto di vista educativo, ma anche sociale e culturale. L’assenza prolungata del riscaldamento, sottolinea il Coordinamento, non può essere liquidata come un semplice disservizio tecnico, ma assume i contorni di una responsabilità istituzionale che incide direttamente sulla qualità della vita scolastica. Sono circa 303 gli studenti coinvolti, per i quali risulta compromesso l’esercizio effettivo del diritto allo studio. Un diritto che, come previsto dalla Costituzione, non si limita alla mera apertura delle aule, ma presuppone condizioni materiali adeguate, sicure e rispettose della dignità della persona. Studiare al freddo, inoltre, comporta potenziali rischi per la salute e crea una disparità di fatto tra studenti che vivono in contesti diversi, penalizzando in particolare le aree interne e più fragili del territorio.
La situazione, che si protrae ormai da quattordici giorni, appare in contrasto anche con gli impegni assunti dall’Italia in ambito internazionale in materia di diritti umani. Il diritto all’istruzione, riconosciuto da convenzioni e trattati internazionali, non può infatti essere garantito in ambienti scolastici privi delle condizioni minime di vivibilità, soprattutto quando si tratta di minori. In questo quadro si inserisce la protesta degli studenti, definita dal Coordinamento come pacifica e consapevole, interpretata come un gesto di cittadinanza attiva e un richiamo diretto alle istituzioni. Quando sono i giovani a dover sollecitare il rispetto di diritti basilari, emerge una criticità profonda nel sistema di tutela, che rischia di trasformare l’emergenza in una condizione strutturale nei territori più marginali.
Il Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani ha quindi rivolto un appello formale alla Provincia di Crotone, competente per l’edilizia scolastica degli istituti superiori, chiedendo un intervento urgente per il ripristino immediato del servizio di riscaldamento, in collaborazione con il Comune di Mesoraca e con l’Ufficio Scolastico Regionale – Ambito Territoriale di Crotone. Un’ulteriore sollecitazione è stata indirizzata al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, affinché eserciti un ruolo di coordinamento istituzionale a tutela dei diritti degli studenti, in particolare nelle aree interne.
Secondo il Coordinamento, lasciare una scuola senza riscaldamento in un comune come Mesoraca significa indebolire la fiducia dei giovani nelle istituzioni e mettere in discussione il patto educativo su cui si fonda la democrazia. I diritti umani, ribadiscono, non sono principi astratti, ma si misurano nella capacità dello Stato di essere presente e operativo anche nei territori più lontani e vulnerabili. Un intervento rapido appare ormai non più rinviabile.
Notizie correlate
12 Gennaio 2026Liceo Pitagora senza riscaldamento da una settimana, famiglie preoccupate: chiesto intervento urgente alla Provincia
13 Gennaio 2026Intervento d’emergenza in piazzale Nettuno: quasi 50 persone trasferite al CARA per il freddo
12 Gennaio 2026Emergenza freddo a Crotone, rafforzata l’assistenza ai senza dimora
11 Febbraio 2026Safer Internet Day 2026, il Liceo di Mesoraca in prima linea per la cittadinanza digitale



