Nuovo provvedimento patrimoniale contro la criminalità organizzata nel Crotonese. A Roccabernarda, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Petilia Policastro hanno dato esecuzione a provvedimenti definitivi di confisca emessi dal Tribunale di Catanzaro, Sezione Misure di Prevenzione, divenuti irrevocabili dopo la pronuncia della Corte d’Appello di Catanzaro.
I provvedimenti riguardano esponenti della cosca di ’ndrangheta operante nel territorio di Roccabernarda, riconducibile ai “Bagnato”. L’attività rappresenta l’esito di una complessa indagine condotta dai militari dell’Arma tra il 2017 e il 2019, nel corso della quale sarebbe stata ricostruita l’operatività del sodalizio criminale e il presunto sistema di appropriazione di numerosi terreni agricoli presenti nel comune crotonese.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, gli appartenenti alla cosca si sarebbero impossessati dei fondi agricoli attraverso intimidazioni e minacce rivolte ai legittimi proprietari, facendo leva sulla forza intimidatrice derivante dall’appartenenza mafiosa. In alcuni casi, per dare una parvenza di legalità alle acquisizioni, sarebbero stati utilizzati anche falsi testamenti e false dichiarazioni di usucapione.
L’indagine aveva portato, il 5 dicembre 2020, all’esecuzione di diverse misure cautelari personali nei confronti dei principali esponenti della cosca e al contestuale sequestro preventivo di 104 terreni agricoli, per un’estensione complessiva di circa 50 ettari, oltre ad altri immobili e beni mobili.
La confisca definitiva ha ora riguardato 14 terreni agricoli, per circa 9 ettari complessivi, un’abitazione con annesso magazzino, un trattore agricolo, attrezzature agricole, due rimesse, un capannone e diversi capi di bestiame bovino. Il valore complessivo dei beni supera il milione di euro.
Il provvedimento ha disposto anche la restituzione di 90 terreni agricoli ai legittimi aventi diritto, accertando in via definitiva l’illegittima sottrazione degli stessi da parte del sodalizio criminale. Un passaggio particolarmente significativo, perché consente il ritorno dei fondi nella disponibilità dei proprietari riconosciuti e segna un ulteriore intervento dello Stato sul piano patrimoniale contro le attività della criminalità organizzata.
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