Crotone, 
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Guerra e riarmo, il PCUP al fianco dei lavoratori portuali: “Serve una mobilitazione generale”

La Federazione di Crotone del Partito Comunista di Unità Popolare annuncia la propria adesione e il pieno sostegno allo sciopero nazionale e internazionale dei porti in programma venerdì 6 febbraio, invitando tutti i lavoratori a partecipare alla mobilitazione contro la guerra, le politiche di riarmo e quella che viene definita una crescente complicità nei conflitti in corso.

Secondo il partito, lo sciopero rappresenta una tappa significativa nella lunga tradizione di lotta dei lavoratori portuali contro la guerra e il traffico di armi, un impegno che ha attraversato l’intero Novecento e che oggi torna ad assumere un valore centrale. In un contesto internazionale segnato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche, il rischio di un’escalation globale viene considerato sempre più concreto.

Nel mirino della protesta ci sono in particolare gli Stati Uniti, i governi europei e l’Unione Europea, accusati di promuovere una crescente corsa al riarmo. Un processo che, secondo il Partito Comunista di Unità Popolare, sta già producendo effetti tangibili sul piano sociale, con un progressivo sacrificio delle risorse destinate a salari, sanità, istruzione e politiche ambientali.

Per la Federazione di Crotone, la mobilitazione del 6 febbraio non deve rimanere un episodio isolato. L’obiettivo dichiarato è quello di estendere l’iniziativa a tutte le categorie di lavoratori, costruendo le condizioni per uno sciopero generale nazionale che coinvolga l’insieme delle organizzazioni sindacali disponibili a condividere la piattaforma della protesta. Lo sciopero è stato indetto dall’Unione Sindacale di Base ed è già sostenuto da numerosi lavoratori e militanti della CGIL. Secondo il partito, solo una mobilitazione ampia e unitaria può rappresentare una risposta efficace in una fase considerata cruciale per il futuro del lavoro e della pace.

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