Sono iniziate questa mattina le operazioni di demolizione delle opere abusive realizzate a Punta Scifo, in località Alfieri, nell’area del Marine Park Village. Un intervento atteso da tempo che segna l’esito di un lungo percorso giudiziario e amministrativo e che punta al ripristino della legalità e alla tutela di uno dei tratti più delicati del patrimonio paesaggistico crotonese. L’area interessata dai lavori ricade infatti all’interno della fascia dei 300 metri dalla linea di battigia, una zona sottoposta a particolari vincoli ambientali e paesaggistici.
Nel dettaglio, l’intervento prevede la demolizione completa del manufatto realizzato per ospitare un ristorante-pizzeria a servizio del complesso turistico, situato a monte della piscina. Saranno inoltre rimosse le piastre di fondazione dei bungalow, la grande piscina – di circa 1.060 metri quadrati – realizzata a valle dell’area, e il basamento in cemento destinato ai servizi tecnici. Le strutture in cemento armato saranno abbattute con demolizione meccanica. I materiali saranno separati tra calcestruzzo e armature metalliche, mentre gli inerti verranno analizzati e successivamente conferiti in impianti specializzati per il riciclo. Al termine delle operazioni è previsto anche il ripristino dello stato dei luoghi, nel rispetto della stabilità del pendio e dell’equilibrio ambientale dell’area.
L’operazione è finanziata in parte con fondi messi a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture per un importo di 173.960,52 euro. La stessa cifra sarà invece sostenuta dal Comune di Crotone, che ha già avviato le procedure per il recupero delle somme anticipate nei confronti dei responsabili degli abusi, sulla base degli ordini di demolizione rimasti inottemperati e delle decisioni maturate nell’ambito della vicenda giudiziaria. All’avvio delle attività erano presenti il sindaco Vincenzo Voce, gli assessori e alcuni consiglieri comunali, il dirigente del settore Francesco Stellato, il prefetto Franca Ferraro, la soprintendente Stefania Argenti e numerose autorità civili e militari della città. Una presenza istituzionale ampia che testimonia la collaborazione tra enti e istituzioni che ha accompagnato l’intero percorso.
«Con l’avvio di queste demolizioni confermiamo con i fatti il nostro impegno per la legalità e per la difesa del territorio», ha dichiarato il sindaco Voce. «Non si tratta soltanto di un atto tecnico o amministrativo, ma di una scelta di giustizia e responsabilità. Restituire questi luoghi alla loro conformazione originaria significa restituirli alla comunità e alla loro bellezza». Sulla stessa linea l’assessore all’Urbanistica Giovanni Greco, che ha parlato di una giornata «iconica per il territorio», ringraziando gli uffici comunali per il lavoro svolto.
Soddisfazione è stata espressa anche dalla soprintendente Stefania Argenti, che ha ricordato il lavoro svolto per il riconoscimento del valore paesaggistico dell’area. «Abbiamo lavorato per dichiarare la bellezza di questo luogo attraverso il decreto di vincolo – ha spiegato –. Dedichiamo questa giornata alla dottoressa Zinzi, che aveva individuato questo sito come una pietra miliare nella storia del territorio». Anche il prefetto Franca Ferraro ha sottolineato il valore simbolico dell’intervento: «Sono orgogliosa di rappresentare lo Stato in una giornata come questa, che restituisce bellezza a un territorio straordinario». L’amministrazione comunale ha infine ribadito la volontà di proseguire lungo il percorso di tutela ambientale e rispetto della legalità, con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio naturale e paesaggistico del territorio.
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