Crotone,

Crotone: picchiata, violentata e costretta a prostituirsi, scappa e denuncia i suoi aguzzini. Sette arresti

Il blitz a casa degli arrestati

Le hanno promesso il mondo intero, l’hanno fatta innamorare via social, le hanno pagato il viaggio in bus dalla Romania all’Italia. Giunta a Isola Capo Rizzuto le hanno dato giusto poche settimane di libertà e poi via già botte, maltrattamenti e anche la violenza sessuale prima di buttarla sulla strada o a prostituirsi negli appartamenti dei clienti, molti dei quali crotonesi. Questa è una brutta storia, una storia squallida, fatta di gente squallida. Questa è la storia di una ragazzina poco più che 18enne che lascia la Romania per l’Italia sognando una vita diversa, magari vista nei film. Ma quello per lei diventa il viaggio verso l’inferno.

Sei persone sono finite in manette, mentre una è irreperibile, questa notte a Isola Capo Rizzuto, dove i carabinieri della Tenenza hanno dato esecuzione ai mandati di custodia cautelare richiesti dal sostituto Procuratore della Repubblica, presso il Tribunale di Crotone, Ines Bellesi, e firmati dal gip Romina Rizzo.

I particolari dell’operazione sono stati illustrati questa mattina nel corso della conferenza stampa alla quale hanno preso parte il comandante provinciale dei carabinieri, tenente colonnello Alessandro Colella, il comandante della Compagnia di Crotone, capitano Francesco Esposito, e il comandante della Tenenza di Isola Capo Rizzuto, tenente Gabriele Migliano.

Le persone arrestate sono accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione nei confronti di donne straniere provenienti dall’Est-Europa appositamente adescate, violenza sessuale, lesioni personali e minaccia aggravata; reati commessi da maggio 2018 a gennaio 2019.

In carcere sono finiti due fratelli rumeni Costel Sebi Dragoi, 23 anni, e Petrica Aurel Dragoi, 25 anni.

Arresti domiciliari, invece, per la compagna di Petrica, Alexandra Galion, 19 anni, mentre irreperibile al momento è il padre Florin Galion. Alexandra, compagna di Petrica Dragoi, è finita ai domiciliari perché in attesa di un bambino, anche lei si prostituiva fino a prima della gravidanza.

Arresti domiciliari anche per uno dei due Vito Vallone, 38 anni, Giovanni Cristofalo, 82 anni, e Carmine Francesco Verterame 63 anni, tutti di Isola Capo Rizzuto. Il ruolo dei tre italiani, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di accompagnare la ragazzina a casa dei clienti, a Isola e a Crotone, e avere anche dei rapporti sessuali con la stessa.

Mara (nome di fantasia) è seguita 24 ore su 24. Ma un giorno, sorretta moralmente da una connazionale che la aiuta, un giorno approfitta della distrazione dei suoi aguzzini e scappa. Si reca dai carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto che raccolgono le sue dichiarazioni e la sistemano in una struttura protetta. Le indagini partono nell’ottobre del 2018. Mara racconta tutto quello che ha passato, le violenze, le botte, costretta a prostituirsi in casa e per strada a poco più di 18 anni. Racconta anche di quando viene costretta a prostituirsi la prima volta. Petrica Dragoi la porta nell’appartamento di un 70enne crotonese, prende 100 euro e torna dopo mezz’ora a riprenderla. Mara racconta ai carabinieri di essere stata così in imbarazzo che il 70enne, capita la situazione, non ha avuto nessun rapporto con lei.

Questa è una storia squallida, di povertà, miseria economica e di animo. Ma Mara è riuscita con grande coraggio a scappare e raccontare tutto ai carabinieri. Carabinieri che l’hanno sempre protetta anche quando gli aguzzini sono andati nella caserma di Isola Capo Rizzuto a chiedere notizie di una loro connazionale che non riuscivano più a trovare da giorni.

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