Catanzaro, 
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Chiama Roma 060606, Bruno (Tridico Presidente): “Vittoria importante, ma non definitiva”

Il ritiro del bando per il servizio di contact center “Chiama Roma 060606” rappresenta un primo risultato importante, ma non può essere considerato un punto di arrivo. A sottolinearlo è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che invita a mantenere alta l’attenzione in vista della nuova procedura.

La vertenza riguarda un servizio pubblico essenziale, attivo da anni anche attraverso un call center con sede a Crotone, dove operano circa 150 lavoratrici e lavoratori. Una realtà che, nel tempo, ha garantito continuità, qualità del servizio e competenze specifiche, diventando un presidio occupazionale rilevante in un territorio già segnato da difficoltà economiche e carenza di opportunità lavorative.

La pubblicazione del nuovo bando aveva acceso l’allarme tra i dipendenti e le organizzazioni sindacali. L’impostazione e alcuni criteri previsti rischiavano infatti di compromettere la continuità occupazionale, aprendo scenari di trasferimenti forzati o, nel peggiore dei casi, di perdita del posto di lavoro.

Secondo Bruno, il ritiro del bando rappresenta «un segnale positivo», perché riconosce la fondatezza delle criticità sollevate e le preoccupazioni vissute dai lavoratori in settimane di forte incertezza. Un risultato ottenuto anche grazie all’azione sindacale della CGIL e della Slc Cgil, che hanno saputo coniugare mobilitazione e confronto istituzionale, mantenendo al centro la tutela dell’occupazione.

Ora, però, si apre la fase più delicata. La nuova pubblicazione del bando sarà il vero banco di prova. Ogni scelta dovrà essere valutata con attenzione, perché da quelle righe dipenderà il futuro di decine di famiglie crotonesi.

Per il consigliere regionale il principio resta chiaro e non negoziabile: il lavoro deve restare a Crotone. Appalti, aziende e assetti organizzativi possono cambiare, ma la continuità occupazionale sul territorio deve essere garantita. Non è accettabile, ribadisce, che decisioni prese altrove ricadano sempre sugli stessi lavoratori.

Una posizione già espressa nelle scorse settimane, quando Bruno aveva ricordato come la vertenza “Chiama Roma” non sia una questione puramente tecnica, ma una battaglia che riguarda la dignità del lavoro e la stabilità di circa 150 famiglie che da oltre dieci anni assicurano un servizio pubblico fondamentale.

Il ritiro del bando dimostra che un confronto condotto con determinazione, argomentazioni solide e il sostegno delle parti sociali può produrre risultati. Ma la partita non è ancora chiusa. La vicenda continuerà a essere seguita passo dopo passo, perché il diritto al lavoro non può essere rimesso in discussione a ogni cambio di appalto.

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