Riceviamo e pubblichiamo
Quel maledetto pomeriggio che ha cambiato per sempre l’esistenza di tutta la mia famiglia.
Penso, rifletto, tanto e profondamente e, a distanza di 7 anni della prematura e dolorosa scomparsa di mio figlio, sento forte il bisogno e la necessità di esternare tutto quello che ho dentro. Delusione, tristezza, amarezza, e rabbia, tanta rabbia.
Perché di Giuseppe, il mio piccolo, grande amore, strappatomi dagli occhi e dal cuore brutalmente e troppo presto, non importa più a nessuno.
O quasi.
Ma purtroppo quel “quasi”, ha nomi e cognomi, pesa tantissimo e fa la differenza.
E il mio pensiero viaggia, torna indietro nel tempo, e come una puntuale e inesorabile macchina della verità, mi restituisce tutto: fatti, parole, promesse, nomi e cognomi.
E non mi riferisco alla gente normale, al popolo crotonese che, ho ancora i brividi, in occasione dei funerali di Giuseppe invase le vie del centro città, per salutarlo, per rendergli omaggio, e per stringersi attorno a me e alla mia famiglia.
Non lo dimenticherò mai.
Così come non dimentico, come potrei, tutti gli slanci di amicizia e generosità, evidentemente elettorale, profusi dalla politica, e più nello specifico dal centrodestra crotonese, Forza Italia e Fratelli d’Italia, i quali, nelle persone di Sergio Torromino e Michele De Simone, avevano promesso di interessarsi alla nuova sede della mia associazione, Libere Donne, che da anni attende di essere consegnata dall’Aterp (Regione), cosa che purtroppo però, stranamente, fra uno scaricabarile e l’altro, non è mai avvenuta.
Jose Caligiuri addirittura, non sa neanche dove si trova la sede…
La Lega sinora ha solo promesso, ma ad oggi non è ancora arrivata a nulla.
Del Presidente della Provincia di Crotone Ferrari poi che aggiungere, ha detto che la questione non è di sua competenza…
E allora non posso che pormi questa domanda: ma i politici che si erano premurosamente interessati affinché la nuova sede in memoria di Giuseppe Parretta vedesse la luce, dove sono finiti?
È una questione di incapacità politica o cos’altro? Come mai nessuno di questi signori ha mai bussato alla porta del presidente Occhiuto? Perché nonostante l’interessamento iniziale, tutto si è fermato?
Ma questi signori non hanno dei figli come tutti noi?
Non si “gioca” con la vita delle persone. l’Associazione Libere Donne è ancora lì, in Via Ducarne, dove hanno ucciso Giuseppe, e dove in questi anni non è cambiato praticamente nulla.
Si continua a convivere con lo spaccio di droga e con la macro e micro criminalità.
Chi può, e vuole, faccia qualcosa.
Faccia in modo che il sogno ed il progetto di Giuseppe si avveri: che da quel buco, cosi come lo chiamava lui, finalmente si possa vedere uno spiraglio di luce.
Di speranza e di vita.
Attraverso un punto di riferimento sociale essenziale per accogliere in sicurezza i nostri ragazzi.
Lo dobbiamo a lui, ma anche e soprattutto ai nostri giovani, ai nostri figli, alla nostra città.
Una città che mi è sempre stata molto vicina, e ha sostenuto le mie attività che oggi, soprattutto grazie a loro, arrivano a Sibari e sino in Sicilia. Senza barriere e confini.
Caterina Villirillo
Presidente Libere Donne Crotone
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