La Procura della Repubblica di Crotone ha chiuso le indagini su una vicenda legata alla mancata bonifica di un’area contaminata da amianto nel territorio di Cotronei. Tra gli indagati figurano il sindaco in carica Antonio Ammirati, attuale presidente della Provincia di Crotone, e il suo predecessore Nicola Belcastro.
Ai due amministratori viene contestata, a vario titolo e in relazione ai rispettivi periodi di mandato, l’ipotesi di omissione di atti d’ufficio. L’avviso di conclusione delle indagini, firmato dal pubblico ministero Umberto Iurlaro, è stato notificato dai carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro.
Al centro dell’inchiesta vi sarebbe la mancata esecuzione di interventi di ripristino ambientale in un terreno interessato dalla presenza di materiali contenenti amianto. Secondo la ricostruzione della Procura, guidata da Domenico Guarascio, non sarebbero state attivate le procedure d’urgenza previste per la tutela della salute e dell’igiene pubblica, né sarebbe stato dato seguito a specifiche ordinanze sindacali emesse nel 2015 e nel 2020.
Le contestazioni riguardano periodi differenti: fino all’ottobre 2021 per l’amministrazione guidata da Belcastro e dall’ottobre 2021 in poi per quella guidata da Ammirati.
Nell’indagine è coinvolta anche una terza persona, Gennaro Sorgente, legale rappresentante della società Agri Fung, proprietaria del terreno di circa 12 mila metri quadrati situato a ridosso del centro abitato. Nei suoi confronti viene ipotizzato un reato ambientale continuato per l’abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi e per la mancata ottemperanza alle ordinanze comunali che disponevano la rimozione e il corretto smaltimento dei materiali.
Nel sito, secondo quanto accertato dai carabinieri, sarebbero stati rinvenuti sette bancali di lastre in eternit e cinque sacchi industriali contenenti frammenti di materiale tossico, lasciati esposti agli agenti atmosferici. Una condizione che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe potuto determinare un rischio di dispersione di fibre pericolose nel suolo, nell’aria e nell’acqua.
La Procura ritiene inoltre che la situazione potesse rappresentare una minaccia anche per il perimetro della vicina Zona di Protezione Speciale “Marchesato e Fiume Neto”.
Gli indagati avranno ora la possibilità di presentare memorie difensive e produrre elementi a chiarimento della propria posizione. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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