In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre alle ore 15:30, l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro ospiterà una lezione dedicata al tema, dal titolo “Voci che rompono il silenzio”. L’incontro sarà condotto dalla psicologa e psicoterapeuta Marianna Contrada, associata della sezione crotonese delle Crocerossine d’Italia ETS. L’iniziativa nasce dalla volontà della Dott.ssa Contrada di offrire agli studenti del Corso di Laurea in Scienze e tecniche di psicologia cognitiva e del Corso Magistrale in Psicologia Cognitiva e Neuroscienze un momento di approfondimento che unisca formazione, impegno civile e riflessione sul fenomeno della violenza di genere, ancora oggi drammaticamente attuale.
La relatrice, psicologa clinica e ricercatrice presso l’Istituto S. Anna di Crotone, vanta un percorso accademico e professionale articolato: laureata con lode in Neuroscienze Cognitive e Riabilitazione Psicologica alla Sapienza, iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio dal 2014, specializzata in Psicoterapia Analitico-Transazionale e docente a contratto all’Università di Catanzaro. Dal 2025 è inoltre socia attiva delle Crocerossine d’Italia ETS – sezione di Crotone.
Alla lezione prenderà parte anche la responsabile della sezione crotonese, la giornalista Rossana Caccavo Proto, che porterà una testimonianza legata agli ultimi dati regionali. Negli ultimi anni, infatti, diversi episodi hanno scosso la Calabria, con casi particolarmente gravi e un incremento di denunce in aree come Lamezia Terme. Una realtà che, come sottolinea la responsabile, “impone un impegno costante da parte delle istituzioni, degli operatori e dell’intera società civile”. Il contributo della Dott.ssa Contrada si concentrerà invece sugli aspetti psicologici che spesso impediscono a molte donne di chiedere aiuto: la paura, il senso di vergogna, l’isolamento, la dipendenza emotiva o economica dall’aggressore. Elementi che creano un blocco difficile da rompere, e che rendono essenziale la presenza di reti di supporto e percorsi strutturati di accompagnamento.
«Denunciare – spiega la psicologa – è solo il primo passo di un percorso complesso, che richiede un sostegno costante per superare i traumi, ricostruire l’autostima e recuperare autonomia e dignità. Molte donne escono dal silenzio solo quando trovano un ambiente accogliente, professionisti preparati e un sistema che le protegge davvero». L’incontro del 25 novembre si inserisce dunque in un più ampio impegno di sensibilizzazione rivolto ai giovani e alla comunità universitaria, con l’obiettivo di formare cittadini consapevoli e futuri professionisti capaci di riconoscere, prevenire e contrastare ogni forma di violenza.
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