Crotone, 
Tempo di lettura: 2m 20s

Sabir lascia il progetto MSNA di Crotone: “Non saremo complici di un sistema fallimentare”

La Sabir Srl Impresa Sociale ETS non rinnoverà il contratto relativo al progetto di accoglienza per minori stranieri non accompagnati attivo nel territorio di Crotone. La decisione è stata annunciata attraverso una lettera aperta firmata dalla presidente Manuelita Scigliano, che parla apertamente di “un modello fallimentare” e di condizioni ormai incompatibili con la prosecuzione dell’esperienza educativa avviata negli ultimi anni.

Secondo quanto spiegato dalla cooperativa, la scelta sarebbe maturata dopo mesi di confronto con l’amministrazione e a seguito di criticità organizzative, economiche e istituzionali che avrebbero reso impossibile garantire continuità ai percorsi costruiti con i ragazzi accolti.

Nel documento, Sabir rivendica il lavoro svolto attraverso il progetto “Da CAS a CASA”, definito non come una semplice struttura di accoglienza, ma come una vera comunità educativa capace di offrire supporto scolastico, formazione professionale, inserimenti lavorativi, percorsi sportivi, sostegno psicologico e mediazione culturale.

La cooperativa sottolinea come, in un territorio complesso come quello crotonese, molti minori abbiano trovato un contesto stabile dopo esperienze segnate da guerre, violenze e traversate migratorie difficili. Tra i risultati evidenziati figurano anche percorsi di affido familiare e affido culturale, definiti “estremamente rari” nell’ambito dell’accoglienza straordinaria dei minori stranieri non accompagnati.

Nella lettera viene però denunciata l’assenza di una programmazione adeguata e di garanzie sulla continuità educativa dei ragazzi. “Esiste soltanto una logica amministrativa che tratta i minori come numeri da spostare e redistribuire”, afferma Sabir, che accusa il sistema di privilegiare aspetti burocratici rispetto alla tutela concreta dei giovani accolti.

La presidente Manuelita Scigliano evidenzia inoltre una contraddizione tra i continui richiami istituzionali alla prevenzione della devianza giovanile e il progressivo ridimensionamento delle esperienze territoriali considerate virtuose. Secondo Sabir, il caso di Crotone rappresenterebbe il riflesso locale di un problema nazionale più ampio: l’incapacità di considerare i minori stranieri non accompagnati come persone e non semplicemente come “posti letto”.

Pur annunciando la chiusura dell’esperienza “Da CAS a CASA”, la cooperativa precisa che continuerà a monitorare i percorsi educativi, scolastici e lavorativi dei ragazzi coinvolti, dichiarandosi pronta a difendere “in ogni sede pubblica, istituzionale e giuridica” il principio di un’accoglienza fondata sulla continuità educativa e sull’inclusione sociale.

Nel passaggio conclusivo della lettera aperta, Sabir lancia infine un appello al Governo, ai ministeri competenti, alle Prefetture, agli enti locali e al Terzo Settore affinché venga avviata una fase di co-programmazione nazionale sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, superando le logiche emergenziali e numeriche che, secondo la cooperativa, hanno caratterizzato troppe esperienze negli ultimi anni.

Notizie correlate