La Sabir Srl Impresa Sociale ETS non rinnoverà il contratto relativo al progetto di accoglienza per minori stranieri non accompagnati attivo nel territorio di Crotone. La decisione è stata annunciata attraverso una lettera aperta firmata dalla presidente Manuelita Scigliano, che parla apertamente di “un modello fallimentare” e di condizioni ormai incompatibili con la prosecuzione dell’esperienza educativa avviata negli ultimi anni.
Secondo quanto spiegato dalla cooperativa, la scelta sarebbe maturata dopo mesi di confronto con l’amministrazione e a seguito di criticità organizzative, economiche e istituzionali che avrebbero reso impossibile garantire continuità ai percorsi costruiti con i ragazzi accolti.
Nel documento, Sabir rivendica il lavoro svolto attraverso il progetto “Da CAS a CASA”, definito non come una semplice struttura di accoglienza, ma come una vera comunità educativa capace di offrire supporto scolastico, formazione professionale, inserimenti lavorativi, percorsi sportivi, sostegno psicologico e mediazione culturale.
La cooperativa sottolinea come, in un territorio complesso come quello crotonese, molti minori abbiano trovato un contesto stabile dopo esperienze segnate da guerre, violenze e traversate migratorie difficili. Tra i risultati evidenziati figurano anche percorsi di affido familiare e affido culturale, definiti “estremamente rari” nell’ambito dell’accoglienza straordinaria dei minori stranieri non accompagnati.
Nella lettera viene però denunciata l’assenza di una programmazione adeguata e di garanzie sulla continuità educativa dei ragazzi. “Esiste soltanto una logica amministrativa che tratta i minori come numeri da spostare e redistribuire”, afferma Sabir, che accusa il sistema di privilegiare aspetti burocratici rispetto alla tutela concreta dei giovani accolti.
La presidente Manuelita Scigliano evidenzia inoltre una contraddizione tra i continui richiami istituzionali alla prevenzione della devianza giovanile e il progressivo ridimensionamento delle esperienze territoriali considerate virtuose. Secondo Sabir, il caso di Crotone rappresenterebbe il riflesso locale di un problema nazionale più ampio: l’incapacità di considerare i minori stranieri non accompagnati come persone e non semplicemente come “posti letto”.
Pur annunciando la chiusura dell’esperienza “Da CAS a CASA”, la cooperativa precisa che continuerà a monitorare i percorsi educativi, scolastici e lavorativi dei ragazzi coinvolti, dichiarandosi pronta a difendere “in ogni sede pubblica, istituzionale e giuridica” il principio di un’accoglienza fondata sulla continuità educativa e sull’inclusione sociale.
Nel passaggio conclusivo della lettera aperta, Sabir lancia infine un appello al Governo, ai ministeri competenti, alle Prefetture, agli enti locali e al Terzo Settore affinché venga avviata una fase di co-programmazione nazionale sull’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, superando le logiche emergenziali e numeriche che, secondo la cooperativa, hanno caratterizzato troppe esperienze negli ultimi anni.
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