Crotone, 
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“Ritratto di famiglia” conquista il pubblico del Castello Carlo V: successo per l’Orestea del Liceo Pitagora

Grande partecipazione e lunghi applausi per “Ritratto di famiglia”, la rilettura contemporanea dell’Orestea portata in scena dal gruppo teatrale Theano del Liceo Classico “Pitagora” di Crotone nella suggestiva cornice del Castello Carlo V. Lo spettacolo ha saputo coinvolgere ed emozionare il pubblico attraverso una lettura originale del capolavoro di Eschilo, dimostrando come i grandi miti della classicità possano ancora oggi offrire strumenti preziosi per interpretare la realtà contemporanea. La tragedia degli Atridi abbandona infatti la dimensione eroica e monumentale del racconto antico per trasformarsi in una storia familiare vicina e riconoscibile, capace di parlare direttamente alle fragilità dell’uomo moderno.

Uno degli elementi più significativi della rappresentazione è il cambiamento del finale rispetto all’opera originale. Se nella tragedia di Eschilo la lunga catena di vendette si interrompe grazie all’intervento di Atena e all’istituzione del primo tribunale umano, in “Ritratto di famiglia” la riconciliazione nasce da un percorso interiore.

La soluzione al conflitto non arriva attraverso una sentenza, ma attraverso la comprensione reciproca e il riconoscimento del dolore dell’altro. Un messaggio che attraversa l’intera rappresentazione e che trova il suo momento più intenso nel finale, quando lo spirito di Agamennone tende la mano a Clitennestra e i figli scelgono di non raccogliere l’eredità dell’odio.

La messinscena si sviluppa in un ambiente essenziale, dove il tempo sembra scandito dal suono costante di una goccia che cade. Elementi contemporanei, come un giradischi e brani appartenenti alla memoria collettiva, si intrecciano con il racconto tragico creando un efficace dialogo tra passato e presente.

L’opera si articola in quattro momenti fondamentali: il sacrificio di Ifigenia, il ritorno di Agamennone da Troia, la vendetta di Clitennestra e infine il percorso di perdono intrapreso da Oreste ed Elettra. Un viaggio emotivo che accompagna gli spettatori attraverso le ferite, i silenzi e le incomprensioni che segnano ogni rapporto umano.

Pur affondando le proprie radici nel mito greco, lo spettacolo affronta temi estremamente attuali. Al centro della narrazione ci sono le difficoltà della comunicazione, i non detti che si accumulano nel tempo e il rischio che le relazioni familiari si trasformino in luoghi di conflitto permanente. La tragedia diventa così uno strumento per riflettere sul presente e sull’importanza dell’ascolto reciproco. Il messaggio che emerge è chiaro: le famiglie non si salvano individuando colpevoli, ma costruendo un linguaggio comune capace di superare incomprensioni e ferite.

Un ruolo determinante nella riuscita del progetto è stato svolto dal regista Francesco Franco e dalla coach Giada Ruperti. Entrambi ex studenti del Liceo Classico “Pitagora”, hanno scelto di tornare nella scuola che li ha formati per condividere con le nuove generazioni la propria esperienza professionale e artistica.

Per i due giovani professionisti il progetto ha rappresentato una sorta di ritorno alle origini, un percorso che ha permesso loro di accompagnare gli studenti in un’esperienza di crescita umana e teatrale. Grazie al loro lavoro, il gruppo Theano ha saputo costruire uno spettacolo capace di unire qualità artistica, profondità dei contenuti e forte partecipazione emotiva.

Il successo registrato al Castello Carlo V conferma il valore di un’iniziativa che ha saputo coniugare tradizione classica e sensibilità contemporanea, offrendo al pubblico una riflessione intensa sul significato delle relazioni umane, del perdono e della riconciliazione.

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