Crotone, 
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Allarme pesci alieni nel Mediterraneo: l’appello del Circolo IBIS ai cittadini

Il mare sta cambiando e lo fa in fretta. Lo sentiamo sulla pelle ogni volta che ci immergiamo, con acque sempre più calde, e lo vediamo nei suoi abitanti, spesso sorprendenti e… sconosciuti. Il Mediterraneo si sta tropicalizzando: un fenomeno che porta con sé nuovi equilibri, nuove specie e, purtroppo, anche nuove minacce.

In questo scenario, il Circolo per l’Ambiente IBIS lancia un appello alla cittadinanza: aiutare gli scienziati a censire i pesci alieni attraverso segnalazioni fotografiche e video. Una forma di “scienza partecipata” che coinvolge chiunque ami il mare: pescatori, subacquei, bagnanti, fotografi o semplici curiosi.

«La minaccia non è solo ecologica, ma riguarda anche la salute pubblica» – spiega Girolamo Parretta, presidente di IBIS – «Alcune di queste specie sono velenose, altre alterano gli equilibri dell’ecosistema. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti: anche un semplice scatto può diventare uno strumento di prevenzione e ricerca».

La campagna, promossa da ISPRA e CNR-IRBIM nell’ambito del progetto “AlienFish”, si chiama “Attenti a quei 4!” e punta a monitorare la presenza di quattro specie considerate particolarmente pericolose:

  • Pesce scorpione (Pterois miles), velenoso e in rapida espansione
  • Pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), tossico se ingerito
  • Pesce coniglio scuro (Siganus luridus)
  • Pesce coniglio striato (Siganus rivulatus)

Chi avvista uno di questi pesci può inviare una segnalazione via WhatsApp al numero 320 4365210, tramite il sito ufficiale della campagna o nei gruppi Facebook “Oddfish” e “Fauna Marina Mediterranea” usando l’hashtag #Attenti4.

Protagonista indiscusso delle recenti segnalazioni è il pesce scorpione, già avvistato tra Calabria, Puglia e Sicilia. Secondo i dati più recenti, tra il 2023 e il 2025 sono stati identificati 16 esemplari nello Stretto di Messina e lungo le coste ioniche, un’area ad alto rischio di colonizzazione. «È un predatore estremamente efficiente – spiega il biologo marino Francesco Tiralongo dell’Università di Catania –. Si adatta facilmente, ha pochissimi nemici naturali, si riproduce due volte l’anno e può sopravvivere anche in acque più fredde. Per questo il monitoraggio è essenziale».

Per rafforzare il progetto, il Circolo IBIS organizzerà uscite in mare a bordo dell’imbarcazione scientifica “Lady Anna S” e attività di snorkeling in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto. Obiettivo: insegnare a riconoscere le specie aliene e creare una rete di segnalazioni efficiente e capillare. Una battaglia contro il tempo e contro l’indifferenza. Perché il futuro del nostro mare, oggi più che mai, passa anche dai nostri occhi.

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