Crotone,

Roca di Neto, attentato a Caputi: politica e cittadinanza insieme a sostegno dell’imprenditore

La risposta delle istituzioni e della gente all’attentato che la notte dell’8 gennaio ha distrutto l’azienda del vicepresidente regionale di Confindustria Alberto Caputi, a Rocca di Neto. Una seduta congiunta del Consiglio comunale di Rocca di Neto e Consiglio camerale della Camera di Commercio di Crotone, perché Alberto Caputi è membro del Consiglio. Un Consiglio molto partecipato dai cittadini, ma anche dalla politica tra i quali il vicepresidente nazionale di Confagricoltura Nicola Cilento; il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio; il parlamentare e presidente della commissione agricoltura Nicodemo Oliverio; il presidente della commissione regionale antindrangheta Arturo Bova; il segretario provinciale di Crotone della Cgil Raffaele Falbo; i sindaci Ugo Pugliese di Crotone, Natale Carvello di Casabona, Amedeo Nicolazzi di Petilia Policastro, Gino Murgi di Melissa e segretario provinciale del PD, Carmine Maio di Carfizzi, Domenico Vulcano di Torretta, Nicola Belcastro di Cotronei; il direttore generale dell’Asp di Crotone Sergio Arena; le responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale Rosanna Barbieri; l’ex consigliere regionale Alfonso Dattolo; Alberto Statti presidente regionale di Conafricoltura.

E poi tante associazioni di categoria e di cittadini come Libera.

Ad aprire la seduta il sindaco dei Rocca di Neto Tommaso Blandino, che ha detto: “Quella sera sono stato avvertito dal comandante perché serviva riempire le autobotti. Quando sono arrivato sul posto nella disgrazia ero straordinariamente sorpreso dal numero di semplici cittadini che erano lì ad aiutare l’imprenditore che già quella sera non era da solo, come non lo è nessuno in questo territorio quando ci sono determinati fatti. Le istituzioni rappresentano il popolo e il popolo ha la precedenza su tutto. Alberto noi ti esprimiamo la nostra vicinanza e sai che non sei mai stato e non sarai mai da solo”.

Alfio Pugliese Camera di Commercio: “Abbiamo già stabilito uno sportello della legalità nella Camera di Commercio e oggi lo faremo con il Comune di Rocca di Neto, apriremo qui uno sportello fisico. A volte si ha difficoltà ad andare a denunciare ai carabinieri, a volte non si conoscono le norme e le associazioni di categoria hanno l’obbligo di stare vicino a chi viene colpito, ed è per questo che miriamo a dare una mano agli imprenditori, d’accordo con la Prefettura e le forze dell’ordine”.

Arturo Bova: “Non so cosa altro deve succedere in Calabria per dire che siamo in uno stato di emergenza che definirei stato di guerra. Oggi a Rocca di Neto, ieri da don Ennio Stamile, poi da don Giacomo Panizza, a Cosenza, a Reggio Calabria, sempre a dare solidarietà a chi viene colpito. Un appello al mondo dell’imprenditoria di prendere ad esempio Alberto Caputi che non si è piegato, ma un appello anche alla politica: noi abbiamo un grande appuntamento, non è importante chi vincerà e quanti voti si prenderanno, ma è importante chi la Calabria proporrà a partire dalle candidature, altrimenti ci rivedremo alla prossima intimidazione per dare ancora una volta solidarietà”.

Nicodemo Oliverio ha avuto parole di solidarietà e conforto per la moglie ed il fratello di Alberto Caputi. E poi ha aggiunto: “Qui la mafia non passerà, dobbiamo essere tutti uniti, occorre tolleranza zero”.

Alberto Statti: “Hanno toccato la famiglia Caputi, ma è come se avessero toccato ognuno di noi. Concordo con la tolleranza zero e quindi chiediamo allo Stato un intervento ancora più incisivo, non bastano 169 arresti perché se il giorno dopo qualcuno è andato da un imprenditore a distruggere i sacrifici di una vita di una famiglia, vuol dire che ci vuole un’azione più incisiva.

Raffaele Falbo: “Occorre fare di più, la denuncia è necessaria. Bisogna intervenire con norma più stringenti, occorre capire a chi vanno i fondi europei, non solo il nome dell’azienda, ma chi sono i soggetti dietro quelle aziende. Noi come Cgil sosterremo tutti gli imprenditori che hanno bisogno di denunciare”.

Mario Oliverio conclusioni: “Alberto Caputi e la sua famiglia sono imprenditori seri e onesti. Stiamo parlando di un imprenditore la cui storia è limpida, un imprenditore che merita di essere sostenuto nella sua battaglia e nella sua determinazione a non mollare. Siamo arrivati ad un punto oltre al quale non si può andare, siamo in presenza di vigliacchi che sono i veri nemici del territorio e della Calabria. Quelli accaduti a Caputi sono atti tesi ad impedire che le potenzialità di questa regione emergano. Noi rispetto a questi fenomeni abbiamo bisogno di fare crescere una cultura nuova nelle comunità e una coscienza nuova nella società civile. È importante quello che sta facendo la Magistratura e il dottor Gratteri che è il simbolo di una lotta senza quartieri alla criminalità, però, ce lo ha ricordato pure Gratteri, è necessario che cresca una coscienza nuova. Non è più possibile tollerare zone e aree di omertà, di silenzi. Investire nelle scuole e nei giovani, creare gli antidoti veri contro questi vigliacchi, contro uno dei mali fondamentali della Calabria.

Sono qui per incoraggiare Alberto Caputi e tutti gli imprenditori onesti e gli amministratori onesti, attenti a non fare di tuta l’erba un fascio perché così facendo si colpisce nel mucchio e non si fa giustizia. Far crescere la voglia di riscatto.

Gli arresti devono essere un monito per rilanciare questo territorio: bisogna essere compatti. Costruire la rete a far sentire gli imprenditori tutelati, incoraggiarli alla denuncia, ma standogli vicini e creando i presupposti perché non siano soli. Noi abbiamo già definito un disegno di legge che prevede una gamma di interventi per situazioni di questo tipo, anche sugli aspetti economici per sostenere gli imprenditori”.

 

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