Crotone,

La badante potrebbe aver colpito altre volte, l’appello dei carabinieri

Questa mattina, all’alba, i carabinieri della Compagnia di Crotone hanno effettuato un fermo di indiziato di delitto nei confronti di Angela Alupoae, classe ’81, badante rumena per il reato di rapina aggravata.

Nel pomeriggio di giovedì 12 ottobre si era presentato presso la caserma carabinieri di Crotone un uomo il quale denunciava quanto accaduto e scoperto poche ore prima: un donna di sedicente nazionalità moldava si era offerta per accudire, in qualità di badante, i genitori, due ottantenni purtroppo in precarissime condizioni di insufficienza fisica e motoria. L’anziano, infatti, risulta invalido al 100%  poiché affetto da patologie degenerative articolari,  mentre la propria consorte è allettata da tempo e di fatto in stato di incoscienza permanente.

“La badante, assunta alle ore 16.30 di mercoledì 11 ottobre non ha perso tempo a macchiarsi di un orribile reato, – scrivonoi carabinieri – aspettando solo poche ore per  rimanere sola con gli anziani dopo che i figli della coppia avevano lasciato la casa paterna: una volta accortasi di poter agire indisturbata, ha sbriciolato in uno yogurt alcune pillole di medicinali contenenti benzodiazepine (sostanza che induce uno stato ipnotico-sedativo) e lo ha offerto insistentemente all’anziano assistito, il quale suo malgrado ha mangiato il prodotto per poi cadere narcotizzato pochi minuti dopo. Da questo momento la badante ha effettuato una vera e propria razzia nella casa degli anziani coniugi, asportando contanti, orologi, gioielli e persino alcuni profumi. Addirittura la donna ha sfilato le fedi ai due anziani, anelli acquistatI in occasione del 50simo anniversario di matrimonio della coppia”.

 

Il proprietario di casa, riavutosi molte ore dopo dalla narcotizzazione, si scopriva oltre che derubato dolorante e sanguinante al capo, motivo per il quale veniva trasportato dai figli accorsi sul posto presso l’ospedale civile di Crotone sove gli veniva riscontrata una frattura cranica con commozione cerebrale, guaribile in alcuni giorni di prognosi.

 

Una volta raccolta la denuncia, per i carabinieri non vi erano grandi spazi di manovra in considerazione dell’esiguità degli indizi in possesso: l’unico elemento utile in quel momento era rappresentato dal numero di cellulare con cui la badante si era proposta telefonicamente all’anziana coppia; ma l’intestatario della scheda risultava essere un anziano signore crotonese, quindi anche questo dato sembrava condurre ad un vicolo cieco.

Da qui è partita un’attività di intelligence di una squadra di militari dedicata esclusivamente alla risoluzione del caso, composta da carabinieri del Nucleo operativo, del Nucleo radiomobile e della stazione capoluogo, i quali interpolando interrogazioni di danche dati e  risultanze informative da fonti attivate nell’immediatezza, in alcune ore giungevano ad identificare la badante: la stessa risultava aver rubato il cellulare in questione ad un anziano di cui aveva carpito la fiducia e le attenzioni. Non solo, ma si riusciva a scoprire che la stessa aveva compiuto identiche azioni presso abitazioni di anziani soli e malati, a Mesoraca, San Nicola dell’Alto e in cento storico a Crotone. Con lusinghe, offerte di collaborazione e di cura, la donna era riuscita ad entrare in diverse case di uomini molto in là con gli anni, uscendone pochi giorni dopo, se non addirittura poche ore dopo, con quanto di valore rinvenuto nelle stesse. In questa maniera si raccoglievano diverse testimonianze di furti e sottrazioni di oro, gioielli, contante, piccoli elettrodomestici ed addirittura semplici utensili per la casa, operati dalla donna negli ultimi mesi. Si riusciva anche a dare un volto alla Alupoe, grazie ai cartellini segnaletici redatti dalle forze di polizia in diverse occasioni.

Ora si trattava di rintracciare la donna: come detto prima, venivano attivate fonti informative, effettuate perquisizioni, escussi soggetti tra cui anche coloro  che rientravanei giri della prostituzione o delle collaboratrici domestiche.

Con non poca difficoltà si arrivava quindi ad una donna rumena, segnalata quale amica della ricercata: con uno stratagemma un maresciallo di sesso femminile aveva modo di contattare questa ulteriore donna, richiedendone la disponibilità per un impiego come badante su più turni per la propria nonna malata. Con questa scusa, si riusciva a carpire il nome di alcune amiche badanti della seconda donna, e di massima la zona di residenza.

 

Questa mattina all’alba veniva effettuati numerose perquisizioni in località San Giorgio, lungo la Strada Statale 106: in una casa cantoniera abitata da una decina di persone di nazionalità rumena, veniva rintracciata la Alupoe. A seguito di perquisizione locale veniva rinvenuta tutta la refurtiva, occultata abilmente tra alcune coperte ammassate in un armadio, unitamente ad alcuni medicinali, probabilmente utilizzati per narcotizzare l’anziano malcapitato.

 

Inoltre, in considerazione del fatto che nella stanza nella quale dormiva la Alupoe veniva rinvenuta la propria valigia chiusa ed appoggiata sul letto, ritenendo concreta la possibilità che la stessa potesse fuggire, si sottoponeva la donna a fermo di indiziato di delitto, e su disposizione del Sostituto procuratore di turno, la stessa veniva poi tradotta presso il carcere femminile di Castrovillari.

 

La refurtiva veniva riconsegnata all’anziano signore, il quale, quasi incredulo, ringraziava calorosamente i militari operanti, rincuorato dalla tempestività del ritrovamento; lo stesso infatti, oltre che dolorante, nelle ore immediatamente successive alla rapina si era mostrato intuibilmente scorato ed impaurito per quanto successo.

 

Ora l’intenzione degli investigatori è comprendere se la donna sia stata autrice di analoghi fatti, per la qual cosa si invita chiunque riconoscesse la Alupoe nella foto a segnalarlo al Comando. I carabinieri raccomandano come sempre di non ospitare nella propria abitazione, a qualsiasi titolo persone non conosciute, né usufruire di collaboratori domestici non referenziati o rintracciabili: in caso anche di un minino dubbio, si potrà in qualsiasi momento contattare il 112 per una richiesta d’aiuto od anche un semplice consiglio.

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