Crotone,
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Crotone, Coronavirus: spacciare notizie false è un reato

La pagina dei vigili del fuoco di Crotone

In tempi di Coronavirus i gruppi WhatsApp si sono trasformati in veri e propri strumenti per diffondere notizie approssimative, quasi mai vere e verificate e, quindi, alimentare il terrorismo e la paura. Una cosa che potrebbe configurarsi come reato previsto all’articolo 658 del codice penale: procurato allarme.

“Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da dieci a 516 euro”.

Addirittura i vigili del fuoco di Crotone sono stati costretti a divulgare una nota per smentire quanto stava girando in un vocale diffuso sulle chat di una nota azienda di call center di Crotone e che in poco tempo ha fatto il giro della città, facendo intasare anche il centralino del 115. Ecco il testo dei vigili del fuoco di Crotone:

“Comunichiamo che la notizia diffusa, mezzo audio-messaggio, da una certa signora Rossella, è una notizia falsa, noi vigili del fuoco del comando di Crotone stiamo tutti bene e siamo in continuo aggiornamento per aiutare chi ne ha bisogno con tutte le dovute cautele, vi preghiamo di non mettere in giro voci non ufficiali per non ricevere denunce per procurato allarme”.

I modi e i mezzi per avere notizie certe e verificate ci sono, basta saperli usare.