Crotone,
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Calcio: Junior Messias tra fede, famiglia e il sogno Serie A con il Crotone

Junior Walter Messias

foto: F.C. Crotone

Chi lo ha visto in giro per Crotone si è ritrovato di fronte un ragazzo acqua e sapone, molto lontano dal prototipo del calciatore con la pelle nascosta dai tatuaggi e con tagli di capelli abbastanza discutibili. Junior Walter Messias è un ragazzo dai valori autentici, uno che ha sgobbato e lavorato tanto per ottenere quello che voleva. Nel suo percorso di crescita tanto ha contato la fede e non dimentica i sacrifici fatti per arrivare, oggi, ad essere il giocatore rivelazione della Serie B e sul quale hanno messo gli occhi anche diverse squadre della massima serie.

A portarlo a Crotone sono stati i segugi della società rossoblu, che quando lo hanno visto al Gozzano hanno subito capito di trovarsi di fronte ad un calciatore dalle qualità non comuni, ma soprattutto un ragazzo autentico, con la faccia buona e allo stesso tempo determinato. Non è più un ragazzino, ma è nel pieno della sua carriera e ha tutte le carte in regola per raggiungerla la Serie A, magari proprio con il Crotone.

Messias sta passando la sua quarantena a Crotone, insieme alla moglie Thamyrys e due figli Emanuel (4 anni) e Miguel (7 anni da compiere a fine mese). In questo momento il suo pensiero è rivolto soprattutto agli altri e non perde occasione per dimostrare il suo essere uomo: “È un momento molto triste e posso solo ringraziare Dio per la mia famiglia e per tutti i miei conoscenti che stanno bene – ha detto il giocatore carioca in una intervista rilasciata alla società rossoblu per l’iniziativa #DistantiMaUniti – Coloro che vivono la vera difficoltà sono le persone che stanno perdendo familiari o amici, oppure coloro che stanno combattendo da vicino questo virus come i dottori e gli infermieri. È un momento di riflessione, dobbiamo capire e rivedere i nostri concetti, dobbiamo vedere quali sono realmente le nostre priorità. Diamo valore alle cose solo quando le perdiamo come sta accadendo in questi giorni; stare a casa senza vedere nessuno. Dobbiamo sempre aiutarci gli uni con gli altri”.

E anche in questi giorni di fermo assoluto dal punto di vista calcistico, e non solo, Messias si conferma un professionista esemplare: “Cerco di mangiare in modo corretto e di allenarmi nel miglior modo possibile. Ovviamente non è come allenarsi sul campo, ma cerco di mantenermi in forma. Mi piace molto giocare con i miei figli, cerco di farli divertire. Riprendere a giocare per me sarebbe una cosa bella, però bisogna pensare prima alla salute delle persone e non si deve mettere a rischio nessuno. In Brasile in questo momento la situazione è più tranquilla rispetto all’Italia e all’Europa, ma stanno iniziando a salire i decessi. In Brasile come in altre zone del mondo non ci sono strutture attrezzate, dobbiamo pregare e avere fede”.

La sua missione adesso è la Serie A con il Crotone, che sarebbe il coronamento di un cammino a dir poco incredibile. “Non è facile partire dal campionato amatori ed arrivare a giocare in una squadra di alto livello in Serie B. Sono molto contento e spero sempre di arrivare il più in alto possibile perché credo che posso far sempre di più. Non è stato facile, in passato avevo pensato anche a smettere di giocare, ma Dio mi ha dato la forza e devo ringraziarlo. Sono molto credente e la fede è stata la chiave di tutto ciò perché nei momenti di difficoltà puoi contare solo su te stesso e su Dio. Qui mi trovo benissimo con tutti, dalla società ai compagni, con i tifosi e con tutta la gente che è molto calorosa”.