Domenico Gabriele - Dodò

Un sorriso per Dodò

Ci sono giorni diversi, giorni che in qualche modo ti segnano. Ci pensavo oggi, mentre presentavamo il torneo “Liberi di giocare”. Pensavo alla paura che avevo il giorno in cui ho indossato la maglia con l’immagine di Domenico Gabriele e sono scesa su quel campetto di Margherita con i miei amici e colleghi, per giocare la partita contro la Guardia di finanza al primo torneo dedicato a Dodò. Avevo una paura terribile, paura di vedere il dolore di Giovanni e Francesca, di doverlo affrontare riflesso nei loro occhi; paura di non sapere cosa dirgli, come comportarmi; paura di far sanguinare, indossando quella maglia, una ferita che non si può rimarginare; avevo paura di ridere, in un luogo in cui pensavo non si potesse ridere mai più. E invece è bastato un capitombolo, un ruzzolone accentuato in campo da Vincenzo Montalcini; dietro la rete Francesca ha riso, e quel sorriso ha cancellato in un secondo ogni mio timore. Lei non aveva paura di ridere, neppure sul campetto in cui le avevano strappato suo figlio. E allora ho riso anch’io, per celebrare il sorriso di Domenico, per salutarlo e ricordarlo con allegria. Abbiamo pianto quel giorno, ma abbiamo anche riso tanto, come quando l’unico gol della nostra squadra l’ha segnato il portiere avversario su calcio di punizione, ovviamente a porta vuota! Abbiamo riso, e continuiamo a farlo ogni volta che ci vediamo.

E proprio com’è accaduto quel giorno, tante altre volte Francesca e Giovanni sono riusciti a spiazzarmi, a cancellare timori e paure, a ridimensionare problemi che mi sembravano enormi. Avrei preferito non conoscerli mai, perché forse questo avrebbe voluto dire che Dodò era ancora tra noi. Ma oggi li ringrazio, perché proprio a partire da quel sorriso, Francesca e Giovanni hanno continuato a migliorare la mia vita, in tanti modi diversi che magari loro neppure immaginano.

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