Sanità, scienziati da tutto il mondo per i 20 anni del Sant’Anna

Con un simposio sul futuro della riabilitazione, che ha raccolto attorno allo stesso tavolo le migliori menti della comunità scientifica internazionale, l’Istituto Sant’Anna di Crotone ha celebrato i suoi primi vent’anni di attività. Alla sessione scientifica, organizzata presso la struttura di Poggio Pudano, hanno preso parte i massimi esperti nazionali ed internazionali del settore, la cui presenza ha ribadito il ruolo della clinica crotonese quale Centro di riferimento regionale per le gravi cerebrolesioni. “Un centro – spiega l’amministratore unico della struttura, Giovanni Pugliese – che ottempera al suo ruolo promuovendo il dibattito e la discussione ai livelli più alti, e contribuisce a gettare le basi per il futuro della riabilitazione, in un ragionamento che, oltre ad essere tecnico-scientifico, è anche culturale”. Da un lato c’è la ricerca applicata, che il S. Anna porta avanti da anni con metodi innovativi e tecnologie ideati e brevettati presso l’Istituto, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia delle cure e dei servizi offerti ai pazienti. Dall’altra c’è il contributo, forte, al confronto internazionale su questioni etiche e culturale, con la consapevolezza che proprio da qui parte la programmazione per il futuro della riabilitazione. “Partendo da ciò che in passato non è stato fatto, o si è rivelato poco efficace – spiega il professore Giuliano Dolce, direttore scientifico della Casa di cura – dobbiamo cercare di elaborare tecniche d’intervento sempre più precise e mirate. E questo è un obiettivo che crediamo si raggiunga cambiando la cultura della riabilitazione, con un approccio sul quale la comunità scientifica si sta interrogando”. Anche e soprattutto grazie al lavoro dell’Istituto S. Anna.

Al simposio, 19ª edizione delle giornate di Crotone dal tema “20 anni di riabilitazione”, ha preso parte Maria Novella Luciani, direttore dell’ufficio Riconoscimento e conferma Irccs del ministero della Salute, che ha sottolineato il valore dell’operato del Sant’Anna, un centro di riferimento in grado di stimolare la discussione, condurre ricerche di altissimo livello, offrire risposte valide a pazienti in arrivo da diverse regioni d’Italia. “Un’eccellenza nazionale – ha affermato – un modello positivo che parte dalla Calabria e riesce ad accreditarsi a livello internazionale mettendo insieme una rete di altissimo profilo”. Anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin al S. Anna ha inviato i propri saluti e complimenti. E l’apprezzamento è arrivato anche dalla Regione Calabria, presente col delegato del presidente Franco Pacenza. “Siamo orgogliosi – conclude Giovanni Pugliese – del riconoscimento datoci da tutta la comunità scientifica italiana, e da alcuni tra i più grandi luminari internazionali. È il segno che in questi anni abbiamo lavorato bene, mettendo al centro sempre il paziente. Allo stesso modo abbiamo intenzione di fare nei prossimi vent’anni, contribuendo ad un futuro in divenire che punta sulla ricerca applicata, mirata a rendere sempre migliori i servizi che già offriamo”.

Ad oggi l’Istituto S. Anna conta 148 posti letto, 220 dipendenti, 23 medici e 6 ingegneri, tra biomedici e informatici. Dal 1996 conta oltre 14 mila ricoveri effettuati, con 2 mila pazienti che hanno trovato conforto nell’Unità di risveglio e per gravi cerebrolesioni. Grazie alla lungimirante visione dei suoi fondatori Pina e Giovanni Pugliese, e alle collaborazioni coi principali esperti mondiali di riabilitazione, negli anni è riuscita a dare risposte sempre più efficaci ai suoi pazienti, raggiungendo risultati di rilievo e diventando punto di riferimento per pazienti in arrivo da altre regioni.

Al simposio hanno preso parte tra gli altri il professor Leon Sazbon, da Israele, inventore della prima Unità di risveglio del mondo; il professor Erich Schmutzhard, direttore della Scuola di specializzazione di neurorianimazione dell’Università di Innsbruck; la professoressa Edwige Richer, del Centro di riabilitazione per i traumi cerebrali di Bordeaux. La sessione scientifica, moderata da Paolo Boldrini (presidente nazionale della Sinfer) è stata introdotta dal professor Dolce. I massimi esperti nazionali ed internazionali del settore hanno discusso della riabilitazione dell’emiplegico, confrontandosi sui temi “Dall’eresia all’ortodossia” e “L’approccio robotico e meccatronico”; quindi la regolazione sensoriale guidata “Ambient intelligence”, e infine le conclusioni sulle prospettive future affidate al professor Nino Basaglia, da Ferrara, certamente uno dei padri della riabilitazione italiana.

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