Crotone,

Processo Aemilia, studenti dell’Einaudi di Correggio in aula con Libera

einaudi

Studenti al processo Aemilia. Quarantadue studenti dell’Istituto “Einaudi” di Correggio hanno partecipato questa mattina all’udienza del processo Aemilia, in corso di svolgimento con il rito ordinario al Tribunale di Reggio Emilia. La partecipazione degli studenti dell’Istituto Einaudi, guidato dalla dirigente Cristina Marchi, rientra nel progetto legalità che la scuola ormai porta avanti da anni, anche con la partecipazione ai campi di volontariato sui terreni confiscati alla ’ndrangheta a Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone. Gli studenti, accompagnati dai docenti referenti Samanta Bosatra, Marcello Rossi e Paolo Bartoli, in collaborazione con Libera Emilia Romagna, rappresentata da Daniele Borghi, coordinatore regionale, hanno preso posto all’interno dell’aula del Tribunale di Reggio Emilia, allestita appositamente per questo processo, il più grosso contro la ‘ndrangheta in Emilia Romagna. In tutto saranno oltre cento gli studenti dell’Einaudi che assisteranno alle udienze del processo, considerato che altri due gruppi saranno in aula il prossimo 22 e 29 novembre. Nell’udienza di oggi gli studenti hanno ascoltato le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio sulle sue frequentazioni con il clan Grande Aracri. Come si ricorderà la presenza di studenti, soprattutto minorenni, fu al centro di una forte discussione in una delle primissime udienze quando a Reggio Emilia arrivò una scolaresca di Argenta, in provincia di Ferrara. “Andate a studiare invece di stare qui a perdere tempo”; “Sembra di stare all’asilo” furono alcune delle frasi pronunciate dai parenti degli imputati, mentre gli avvocati si opposero alla partecipazione. In particolare l’avvocato Luigi Comberiati, difensore di Pasquale Brescia, rivolgendosi alla Corte parlò di irregolarità nella presenza degli studenti minorenni, citando l’articolo 471 del codice di procedura penale, secondo il quale, anche se le udienze sono pubbliche, per assistere ai processi bisogna essere maggiorenni. Per Comberiati i ragazzi dovevano essere allontanati dall’aula. Il presidente del collegio Francesco Maria Caruso fu costretto a chiudersi in camera di consiglio per valutare la richiesta del legale e, dopo aver sentito l’insegnante, decise che, nonostante il principio espresso dal codice, fosse possibile derogare. Secondo il giudice, per gli studenti la partecipazione al processo è un “fondamentale ausilio alla formazione dei giovani alla legalità, tanto più per l’interesse particolare riconosciuto al processo Aemilia”. Da allora Libera Emilia Romagna invita tutte le scuole a partecipare alle udienze del processo. I ragazzi dell’Istituto Einaudi nei prossimi giorni, insieme ai docenti, valuteranno questa nuova esperienza e magari ne discuteranno anche nella prossima estate, quando torneranno a Isola Capo Rizzuto per partecipare ai campi di formazione e volontariato con i soci della cooperativa Terre Joniche – Libera Terra e i formatori di Libera Crotone.

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