Crotone
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Oggi se ne va per sempre il cuore di Datel: grazie a chi ha dato anima ai sogni di molti

È una giornata strana, malinconica e in cui non si può fare a meno di pensare. Leggo tanti post di colleghi, amici che dopo 30 anni non saranno più parte di Datel. Si, Datel, perché è così che voglio ancora chiamarla. Volevo salutarli in maniera semplice, ricordando e ringraziando ognuno di loro. L’ho sempre detto: quei “ragazzini” che hanno creduto al progetto hanno consentito a molti di noi di inviare un curriculum, guadagnare soldini e realizzare diversi sogni. L’azienda, quella fatta di persone e non di mattoni, l’avete tirata su voi. Non ho più fatto, a causa del Covid, il torneo per ricordare Egidio. Ma ci rifaremo, lo prometto. Oggi molti miei amici vivono una situazione al limite dell’assurdo, con quattro pupatoli che non riescono nemmeno a chiedere delle informazioni. Io sono diventato un lavoratore “Telic” nel 2004, ne è passata di acqua sotto i ponti. Chiacchiere, tante risate, qualche lacrimuccia e i risultati raggiunti. E ancora: i confetti per i bambini nati, i pasticcini ai compleanni e i cazziatoni e volte fatti semplicemente per tenere alta l’attenzione. Tante storie, ognuna con un volto. Ognuna diversa e speciale. Qualche amico o collega si è perso, altri hanno conquistato il posto di lavoro atteso una vita, altri ancora hanno scelto di andare via perché quella cuffia stringeva troppo forte non solo la testa, ma anche i pensieri e le ambizioni. Era un gioiello quell’azienda. E parliamoci chiaramente, tutto è partito da qui, da Crotone. Tutto è partito da noi, con buona pace di super manager e gente che ancora oggi dell’azienda, di quello che è rimasto, non conosce proprio nulla. Perché non conosce le persone, le idee che sono diventate mattoni, i sogni di chi ha visto un gruppetto di ragazzi autoformarsi, crescere, imporsi a livello nazionale. E non solo.

A chi oggi inizia una nuova avventura mando un grande in bocca al lupo, forte, sincero e sentito. A chi rimane sospeso dico di tener duro, anche se capisco quanto sia difficile.

Vincenzo Montalcini – Giornalista, ma ancora, orgogliosamente, dipendente Abramo. Anzi, Datel.