La nuova SS 106 rischia di trasformarsi in una “cattedrale nel deserto” se non verranno realizzate adeguate opere di collegamento con il territorio. È questo il monito lanciato dal Comitato Cittadino Aeroporto Crotone, intervenuto dopo le notizie relative all’incontro tra il presidente della IV Commissione regionale, Sergio Ferrari, e rappresentanti istituzionali del territorio.
Secondo il Comitato, senza una visione intermodale capace di integrare strada, ferrovia e aeroporto, la nuova infrastruttura potrebbe risultare scarsamente fruibile per cittadini, imprese e turisti.
Il tracciato individuato, infatti, viene ritenuto distante dai principali centri abitati e dalle infrastrutture strategiche del territorio, come l’aeroporto di Crotone e la rete ferroviaria, oltre che dalle principali località turistiche della fascia ionica, tra cui Le Castella e Steccato di Cutro. In assenza di un sistema efficiente di collegamenti, l’opera rischierebbe di non produrre i benefici attesi in termini di accessibilità e sviluppo.
Il Comitato richiama il principio di intermodalità, più volte sostenuto negli anni, evidenziando la necessità di collegare efficacemente la nuova statale con lo scalo aeroportuale e la ferrovia, così da ampliare il bacino di utenza e superare le attuali difficoltà di accesso.
Tra le priorità indicate figurano: il collegamento diretto ed efficiente tra SS 106, aeroporto e rete ferroviaria; il miglioramento dell’accessibilità dei centri più popolati; la valorizzazione delle principali località turistiche; la riduzione dei tempi di percorrenza e dei costi sociali della mobilità.
Nel mirino del Comitato finisce anche la recente presa di posizione della Provincia di Crotone, che avrebbe sollecitato interventi di ammodernamento delle strade provinciali destinate a fungere da collegamento con la nuova arteria.
ANAS, viene ricordato, ha definito il tracciato sulla base delle indicazioni provenienti dagli enti territoriali e il progetto risulta ormai approvato, con l’avvio dei cantieri previsto a breve. Proprio per questo, secondo il Comitato, l’adeguamento della viabilità provinciale – caratterizzata in molti tratti da criticità strutturali e carenze manutentive – non potrebbe ricadere sull’ente nazionale, ma richiederebbe investimenti diretti da parte della Provincia, proprietaria della rete.
Si tratterebbe di decine di chilometri di nuovi collegamenti e interventi di ammodernamento per circa cinquanta chilometri complessivi. Al momento, tuttavia, non risulterebbero progetti esecutivi né finanziamenti dedicati, elemento che solleva interrogativi sulla sostenibilità complessiva del sistema di mobilità legato alla nuova statale.
Il Comitato sottolinea di non essere mai stato contrario alla realizzazione della SS 106, ma di aver sempre sostenuto la necessità di un’infrastruttura moderna e realmente integrata nel territorio. Senza opere complementari e una pianificazione sistemica, l’opera – ritenuta fondamentale per lo sviluppo dell’area ionica – rischierebbe di perdere efficacia.
Da qui l’appello alle istituzioni affinché vengano individuate in tempi brevi le risorse necessarie per progettare e realizzare le infrastrutture di collegamento indispensabili, trasformando la nuova SS 106 in una reale opportunità di crescita e integrazione territoriale.
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