Crotone,
Tempo di lettura: 1m 35s

L’emergenza idrica non finirà domani, pensate già oggi all’ospedale e ai soggetti fragili

L’emergenza idrica, almeno per il momento è rientrata. Ma fino a quando? Basta scorrere i post sui vari social per capire che la gente ormai è rassegnata e sa bene che il prossimo “intoppo” è dietro l’angolo. I commenti più ironici sono proprio sulle pagine dei vari enti: “Grazie, ci risentiamo presto…”.

Bisogna essere realisti: pur avendo i soldi, un progetto definitivo e gli operai pronti per iniziare i lavori, quanto ci vorrebbe per avere una rete idrica degna di questo nome e non un colabrodo su cui mettere toppe di acciaio e cemento? C’è chi parla di un paio di anni, ma noi siamo realisti. Ce ne vorranno di più, non sappiamo nemmeno quanti.

E allora, nel frattempo, non sarebbe utile attrezzarsi per tempo? Perché quello che è accaduto all’ospedale di Crotone non è tollerabile. E, ovviamente, non si tratta dell’unico edificio che ha un particolare bisogno di acqua. Lo scorso fine settimana si sono verificate una serie di contingenze che hanno aggravato ancora di più la situazione. Che, però, potrebbero verificarsi di nuovo. Quindi, non è utile prevedere fin dall’inizio un piano di emergenza straordinario (che poi, visto il ripetersi degli eventi, sarebbe ordinario) per l’ospedale, le altre strutture sanitarie e soprattutto le persone fragili? Non si possono aspettare due giorni per attivare un numero verde che, probabilmente, in questi giorni dovrebbe anche implementare il proprio servizio. E poi perché no, anche per le scuole, visto che negli ultimi anni con la pandemia i ragazzi sono stati già a casa abbastanza?

Nel frattempo, anche nei giorni “tranquilli”, ogni cittadino dovrebbe pretendere dai propri rappresentanti massimo impegno per risolvere definitivamente la questione. Mai si inizia, mai si finirà.