Crotone,
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La violenza va condannata senza se e senza ma. Innanzitutto quella fisica, poi quella verbale

Siamo chiari: la violenza va condannata senza se e senza ma. È questo il nostro punto di vista. Lo abbiamo detto a più riprese. L’intervista che abbiamo realizzato qualche giorno fa, ripresa anche dai colleghi de Il Crotonese questa mattina, era fatta per capire il perché di quell’episodio, perché si era arrivati a tanto. Ma senza giustificare il gesto stesso, condannato peraltro dallo stesso autore.

Bisogna fare chiarezza, ma devono farla tutti, perché sinceramente iniziamo tutti ad essere un po’ stanchi di questo clima. Che, di certo, non si è creato improvvisamente il giorno del fattaccio, ma che ha radici lontane.

Le responsabilità sono di tutti, nessuno può tirarsi fuori. E chi amministra ha una responsabilità in più. Nella campagna elettorale che ha portato alla vittoria di Vincenzo Voce si è urlato tanto, tantissimo. Era una gara a chi urlava di più. E questo ha premiato, sulla scorta anche di quello che è accaduto di recente nel nostro Paese, dove si è riusciti ad andare persino al governo sulla scorta di un pensiero che nasceva da un Vaffanculo.

I toni sono stati esasperati da subito. Usare i benedetti-maledetti social per chiamare cani (nel senso dispregiativo del termine) alcuni propri concittadini o esagerare ancora di più durante un’uscita pubblica non è tollerabile. E già in quelle occasioni ci sarebbero stati i presupposti, in un paese civile, per delle dimissioni. Ma non è stato così e non è cambiato nulla. Sarebbe anche interessante sentire in maniera anonima i dipendenti stessi del comune, per capire che aria tira nel palazzo del Municipio.

Si è proseguito con conferenze stampa in cui componenti dell’Amministrazione comunale hanno attaccato pubblicamente i giornalisti per finire, giusto per arrivare agli ultimi mesi, con una gestione completamente fallimentare del rapporto con i commercianti che operano sul lungomare.

Ammettiamolo, un fallimento.

Quei controlli, seppur legittimi siamo chiari, nel bel mezzo dell’estate con tanto di metro in mano con i tavoli occupati mentre la gente (magari molti ospiti della nostra Crotone per la prima volta), creano un rapporto sereno con chi in questa città ci lavora e viene da tre anni terribili, con lo spettro di quello che potrebbe accadere in futuro?

E ancora: non si può, nel giorno in cui i dipendenti comunali scendono in piazza, invitare tutti “ad abbassare i toni” con un comunicato che cita testualmente: “Nei confronti di questa amministrazione, già dai primi giorni del suo insediamento, si è scatenata una campagna di attacchi e diffamazione, di insulti che non ha risparmiato nessuno e che ha finito per esasperare gli animi portando alle conseguenze che abbiamo registrato tristemente ieri ma che già nei mesi scorsi avevano dato preoccupanti segnali. Una campagna, orchestrata via social, che è nata subito dopo l’avvio di questa consiliatura”.

E ancora: “Quando vedi un cosiddetto leader politico, che ha fatto il bello e il cattivo tempo in questa città, condividere ed approvare le minacce rivolte all’attuale amministrazione comprendi che dietro questo “odio social” si nasconde ben altro”.

Davvero si pensa che queste frasi siano utili ad abbassare i toni? Che non creino ulteriore odio e malumore?

Allora, forse è il caso di smetterla, tutti. A Crotone regna un clima di astio e cattiveria che, personalmente, non ricordo di aver mai vissuto. Ci aspettano mesi terribili, economicamente e non solo. Ma tutti dobbiamo fare la nostra parte. A mio modesto avviso non è il caso nemmeno di promuovere una manifestazione di “solidarietà” per sostenere “chi difende i diritti dei crotonesi”. Perché passerebbe un messaggio davvero pericoloso e che non possiamo accettare, soprattutto dopo quello che è accaduto di recente.

La violenza va condannata sempre. Punto. Ma chi governa ha l’obbligo di pesare, sempre, ogni parola. Altrimenti dimostra di non essere adeguato.