Crotone,
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Il Consiglio Comunale è lo specchio della città, ogni singolo cittadino ha le sue responsabilità

Sono giorni abbastanza caotici nelle stanze del Comune di Crotone. Ormai sembra palese che il progetto originario dell’attuale sindaco Vincenzo Voce sia (quasi) naufragato. Salvo sorprese, così come raccontano le cronache, ci sarà una nuova maggioranza che, ovviamente, porterà dei cambiamenti in seno alla Giunta. E non solo. Che, in buona sostanza, significa consegnarsi anzitempo alla vecchia, vecchissima politica. Ma non è di questo che volevo occuparmi oggi, bensì del Consiglio Comunale.

Ecco, nell’attuale sistema elettorale italiano, a tutti i livelli, l’unico esercizio davvero democratico per un cittadino è proprio l’elezione dell’assise cittadina, insieme a quello dell’elezione del rappresentante dei genitori a scuola, ovviamente.

Sì, perché a differenza di un sindaco che viene eletto tra una rosa ristretta di nomi, del presidente della Provincia “scelto” tra i sindaci, per finire a senatori e deputati quasi sempre calati dall’alto, gli unici nomi che possiamo scrivere con la nostra bella penna nel segreto di una cabina elettorale sono proprio quelli dei consiglieri. E lo si può fare scegliendo tra un esercito di nomi che in ogni competizione comunale viene fuori. Le elezioni regionali le ho tenute fuori di proposito, quella è una competizione elettorale a parte, in cui ci sarebbero da fare mille discorsi e in cui gli interesse, soprattutto in Calabria, fanno spavento. E, infatti, la rappresentanza del nostro territorio non esiste.

Il Consiglio Comunale è lo specchio fedele della città. Ci rappresenta, tutti, alla perfezione. Anche perché, a differenza di quelli che pensano in molti, è proprio il Consiglio che dovrebbe essere il motore di tutto. Proposte della maggioranza, opposizione vera e fatta di contenuti. Crescita, appunto.

Ma, in quanti di voi negli ultimi dieci o quindici anni hanno assistito ad almeno un Consiglio Comunale? Non me ne vogliano i consiglieri che si sono alternati o che da anni “abitano” il palazzo del Comune, ma spesso e volentieri lo spettacolo è stato penoso, indecoroso. “E t’aggiu trattat” direbbe qualcuno. Sia nella forma che nei contenuti. Un po’ come quando si è discusso del DDL Zan senza, probabilmente, che in molti sapessero di cosa si stesse parlando davvero. Così, a sensazione.

Le lamentele, sui social, per strada, sono diventate l’anima di questa città. Di lamentarsi il crotonese ne ha diritto, ci mancherebbe altro. Ma senza sottrarsi alle proprie responsabilità. Fin quando i consiglieri verranno eletti in base alla “grandezza” della propria famiglia, della promessa del posto di lavoro all’Asp e chissà da quale altra parte o in cambio di un pezzo di pane duro, state pur tranquilli che rimarremo questi per tanti e tanti anni.

“Il compito più difficile nella vita è quello di cambiare se stessi” diceva Nelson Mandela. Ma, la scelta, rimane sempre nostra.