Crotone,
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Dobbiamo pretendere, non lamentarci: è l’unica via per “uscire dalla caverna”

È ancora negli occhi di tutti la puntata di “Linea Verde”, andata in onda ieri su Rai Uno e che ha acceso i riflettori, ancora una volta, su questo meraviglioso angolo di terra. Immagini che conosciamo bene: suggestive, intense, romantiche. Storie di chi ha scelto di rimanere, di dare un contributo. Lo ha fatto amando la terra. Davvero.

Ma rimangono, per certi versi, immagini che andrebbero approfondite, indagate nell’intimo. Perché un posto è fatto di persone, e quelle persone siamo noi. Siamo in un periodo davvero difficile, lo è a livello globale un momento “delicato”, figurarsi nei territori fragili dove tutto diventa più difficile. Sono i giorni, le settimane, i mesi del lamento e della rabbia. Ma queste, in concreto, a cosa portano? “Il lamentare fa bene” diceva qualcuno (u lamentare ajova…), ma questa è destinata a restare una convinzione popolare che poco ha a che fare con la realtà.

E allora, qual è la proposta?

Passare dal lamento alla pretesa. I crotonesi, tutti, devono pretendere, non lamentarsi.

Ma per pretendere devono mettersi nelle condizioni di farlo, alzando un po’ l’asticella della discussione in genere.

Pretendere che gli uffici del Comune, la Giunta, il Consiglio Comunale lavori per non perdere neanche un centesimo di fondi disponibili, senza accontentarsi delle briciole;

pretendere che Antica Kroton non rimanga solamente uno spot, così com’è stato fino ad ora;

pretendere una bonifica, seria e definitiva, dell’ex area industriale;

pretendere una spiaggia pulita e pretendere da chi ha poco senso civico che tale rimanga;

pretendere delle strutture sportive che garantiscano lo sport a tutti, anche a soprattutto alle famiglie che non hanno la possibilità di staccare tesserini da 50 euro al mese.

Pretendere che venga convocato un tavolo sulla sicurezza prima che l’estate entri nel vivo (in realtà è già tardi), visto che a questi fenomeni di “autocombustione” non ci crede nessuno;

pretendere anche da loro stessi, creando una catena solidale tra ristoratori o albergatori, indicando altri posti dove poter stare bene se si è al completo, come accade ovunque.

 

E la lista, ovviamente, non finisce qui. Ma per pretendere bisogna conoscere, essere curiosi e soprattutto partecipare alla vita della città, della provincia. Qui non c’è da inventarsi nulla, ben vengano i progetti a tema, ma se prima si avrà la possibilità di vedere e rimanere stupiti e incantati da quella vera. Che continuiamo a calpestare, ogni giorno. In ogni senso.

 

È solo la conoscenza che rende liberi. Lo diceva Platone qualche anno fa, con il Mito della Caverna. Qualcosa dovrà pure significare.

Solo uscendo dalla caverna e conoscendo – davvero – quello che ci circonda, saremo in grado di pretendere.

In alternativa, rimane il lamento e la rabbia. A noi la scelta.