Crotone,
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Crotone calcio, parla Nicolas Spolli: “L’unico vaccino che abbiamo è restare a casa”

Nicolas Spolli

“Non è il momento di pensare al fatto se e quando tornare a giocare. Oggi ci sono altre priorità e bisogna concentrarsi esclusivamente su quelle. Anche noi calciatori in questo momento dobbiamo far passare un unico messaggio attraverso l’esempio: dobbiamo stare a casa perché è l’unico vaccino che abbiamo. Bisogna pensare a tutte le persone che ogni giorno combattono una vera e propria guerra. Penso a medici, infermieri, personale sanitario e non solo. Bisogna pensare a loro e anche alle persone che purtroppo non ci sono più, questo deve responsabilizzarci maggiormente”.

Non ha dubbi Nico Spolli. È uno dei calciatori che ha maggiore esperienza nello spogliatoio pitagorico e in questo momento sa bene che sono altre le priorità, anche se ovviamente l’assenza dal campo non è facile da gestire.

“La vita dello spogliatoio manca, non possiamo nasconderci. Con i compagni di squadra ci sentiamo sul gruppo whatshapp e con altri ci vediamo su FaceTime, in questo momento sono gli unici modi per stare comunque vicino”. La pandemia ovviamente è arrivata anche nel suo Paese d’origine. “In Argentina il virus è presente, anche se per fortuna non sono molti i casi. Il nostro presidente ha deciso di prendere alcune decisioni drastiche fin da subito, ho spiegato alla mia famiglia che vive lì che cosa è accaduto e continua ad accadere in Italia. Ho cercato di fargli capire quali sono i comportamenti che devono assumere e anche gli altri argentini si stanno comportando allo stesso modo”.

Da buon professionista, però, pur non conoscendo la data della ripresa dei lavori, continua a mantenersi in forma. “La situazione – aggiunge il centrale argentino – è triste per tutti, dobbiamo cercare di dare il nostro contributo restando a casa. Dal punto di vista fisico, ci stiamo allenando a casa così come ci ha indicato il nostro staff per rimanere sempre sul pezzo”. E per l’argentino in questi giorni c’è anche spazio per i ricordi. “Non posso che essere soddisfatto di quella che è stata la mia carriera fino ad ora, ormai è l’undicesimo anno che sono in Italia e ho giocato ad alti livelli, anche se non è facile per noi sudamericani stare lontano dai campi tutto questo tempo. Rimpianti? Qualcosa, ma niente che mi faccia perdere il sonno. Ho affrontato tanti attaccanti fortissimi, come Higuain, Ibra, Eto’o. Quello, però, che mi ha sempre messo in difficoltà è stato il grande Totò Di Natale”.