Crotone,
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Call center Comune di Roma, sindacati preoccupati: “Garantita territorialità, ma niente scatti di anzianità e differenze retributive”

Riceviamo e pubblichiamo

“Si è svolto in data 8 Settembre 2020 l’incontro tra le Segreterie Nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Consorzio Leonardo in qualità di assegnataria delle attività legate alla Convenzione Consip e la Cooperativa Acapo, azienda che dal 1° di Ottobre dovrebbe subentrare nei due appalti, per discutere della clausola sociale che interessa rispettivamente 140 lavoratrici e lavoratori per la commessa Comune di Roma e 41 per la commessa Anac. Collegate a distanza le strutture territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil del Lazio, della Calabria e le RSU/RSA delle aziende uscenti Abramo CC, Gruppo Distribuzione, Covisian e Transcom. L’azienda subentrante ha comunicato la volontà di applicare la clausola sociale per tutti i lavoratori interessati, garantendo il principio della territorialità, formulando delle proposte come di seguito riportate nello specifico.

COMMESSA ANAC

L’attività ad oggi svolta da Covisian e Transcom interessa complessivamente 41 lavoratori operanti sul sito produttivo di Via Tiburtina 1072 (Roma Est). Le aziende uscenti hanno dichiarato di non avere spazio per la ricollocazione del personale interessato dal cambio di appalto. Cooperativa Acapo propone l’assunzione presso la sede di Via Millevoi (Roma Sud) con il CCNL della Cooperazione Sociale per tutti i 41 lavoratori con la mansione di operatore telefonico, a prescindere dalla mansione oggi svolta, mantenendo il profilo orario contrattuale, riconoscendo scatti di anzianità ed il livello equivalente a quello attuale (ad eccezione dei livelli superiori al 4), attraverso il riconoscimento di un superminimo non assorbibile della differenza derivante dal cambio di contratto collettivo. Sull’art.18 l’azienda subentrante nel dichiarare di non aver alcun pregiudizio nel riconoscerlo si è riservata una valutazione giuridica.

COMMESSA COMUNE DI ROMA

L’attività ad oggi svolta da Abramo CC e Gruppo Distribuzione interessa 140 lavoratori operanti sui siti produttivi di Via Tiburtina (Roma Est) e Crotone. Le aziende uscenti hanno dichiarato di non avere spazio per la ricollocazione del personale interessato al cambio di appalto, in particolare Abramo CC ha aperto le procedure di licenziamento per tutto il personale oggetto del cambio di appalto. Cooperativa Acapo, in premessa, comunica che in fase di presentazione dell’offerta non aveva tenuto conto dei costi dell’apertura di una nuova sede a Crotone, considerando Roma la sede ove svolgere l’attività. A seguito delle pressioni sindacali, l’azienda subentrante conferma la disponibilità ad aprire una sede di lavoro a Crotone per garantire il principio della territorialità sancito dalla clausola sociale. Nella proposta di assunzione Acapo propone l’applicazione del CCNL della Cooperazione Sociale per tutti i 107 lavoratori con la mansione di operatore telefonico, a prescindere dalla mansione oggi svolta. Rispetto al profilo orario ha dichiarato che il CCNL delle Cooperative Sociali prevede un massimo di 38 ore per i full time. Acapo dichiara inoltre di non aver intenzione di riconoscere le somme derivanti dagli scatti di anzianità ad oggi maturati e neanche le differenze retributive sui minimi connesse al cambio di contratto collettivo applicato (circa 150 euro in meno). Sull’art.18 l’azienda subentrante nel dichiarare di non aver alcun pregiudizio nel riconoscerlo si è riservata una valutazione giuridica. Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil dichiarano inaccettabile le proposta enunciata, che nei fatti conferma tutte le preoccupazioni espresse nelle richieste di incontro ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia ed alla stessa Consip. Così facendo si vanificherebbe la clausola sociale per come proposta dalle Organizzazioni Sindacali e per come realizzata dal legislatore. Il principio su cui si basa la norma della clausola sociale nei contact center è di garantire continuità occupazionale alle lavoratrici ed ai lavoratori in caso di cambio di appalto, mantenendo salario e diritti conquistati in anni di lavoro. Questa misura è una delle due gambe di un sistema di regolamentazione del settore intervenuto su spinta sindacale e recepito dai governi attraverso emanazione di norme, direttive e decreti, per limitare fenomeni di dumping e gara al massimo ribasso in un settore merceologico dove il costo del lavoro incide per oltre l’80% dell’intero costo. L’altra misura specifica per il settore è rappresentata dal decreto direttoriale n.77 del 1° Ottobre 2018, attraverso il quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fissato il costo del lavoro medio per il personale dipendente da imprese aggiudicatarie di servizi di call center calcolato sulla base del Contratto Collettivo Nazionale delle Telecomunicazioni (CCNL TLC) Appare chiaro invece, dall’analisi del CCNL applicato dalle aziende subentranti che sono diversi dal suddetto CCNL TLC, che pur in presenza di una dichiarata “armonizzazione della RAL”, il nuovo trattamento economico complessivo dei lavoratori risulta inferiore a quello avuto con il precedente appaltatore, laddove si considerino, come è necessario fare, tutti gli elementi contrattuali differiti e indiretti apportati dal CCNL TLC che è quello di gran lunga maggiormente rappresentativo del settore ed al quale oggi si conformano, come tale, i singoli rapporti di lavoro. Nei mesi scorsi abbiamo più volte sollecitato un interessamento del Ministero del Lavoro e del Ministero delle Economia e delle Finanze sulla vertenza derivante dalla aggiudicazione di “gara Consip”, non riscontrando alcuna attenzione verso il futuro di migliaia di lavoratori del settore contact center operanti per i più importanti committenti pubblici. Questo silenzio è inaccettabile, questa situazione è gravissima. Come può un ente di emanazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze aggiudicare gare pubbliche con prezzi al di sotto di quanto stabilito dalle tabelle emanate dal Ministero del Lavoro, ancor più paradossale che in questa vertenza siano coinvolte attività di contact center dove il committente è Comune di Roma e soprattutto Anac. Quanto sta accadendo nel silenzio assordante delle istituzioni è di una gravità enorme. Le Segreterie Nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil dichiarano fin da subito lo stato di agitazione per le commesse interessate dai cambi di appalto legati a “gara Consip”, riservandosi nei prossimi giorni di richiedere un incontro URGENTE al MISE e al Ministero del Lavoro, con la partecipazione di CONSIP, a cui faranno seguito iniziative di protesta eclatanti, per richiamare a responsabilità gli enti pubblici interessati”.

Le Segretarie Nazionali Slc-Cgil Fistel-Cisl Uilcom-Uil