Crotone,

Caccuri ha aperto le porte alla famiglia allontanata dal Cara Isola Capo Rizzuto, ma Faith ha perso il bambino che aveva in grembo

Da sinistra: Yousuf, don Vincenzo, Faith e Samila

Mamma Faith, papà Yousuf e la piccola Samila: lo scorso 30 novembre sono diventati, loro malgrado, il simbolo di un decreto legge dai contorni inumani. Ora hanno trovato un tetto, gente che trasmette loro calore umano e tanti aiuti per tornare a vivere. Il dramma per Faith, però, è diventato ancora più doloroso, visto che ha perso il bambino che portava in grembo quando è stata  costretta a lasciare il Cara di Isola Capo Rizzuto a seguito del provvedimento emesso dalla Prefettura di Crotone, in ottemperanza al decreto Sicurezza.  

E’ stata Manuelita Scigliano, operatrice della Caritas Diocesana di Crotone, a offrire a Yousuf, Faith e alla piccola Samila non solo una casa, ma un’opportunità per ricominciare la propria vita, che ha già subito parecchie vicissitudini. Yousuf è del Ghana e Faith della Nigeria. La loro storia d’amore inizia in Libia, dove è nata Samila.
Manuelita, che ha incontrato la famiglia il giorno stesso in cui è stata costretta a lasciare il Cara spiega:

La famiglia si sta integrando nella comunità del paese che l’ ha subito aiutata sia materialmente che emotivamente. La giovane Faith purtroppo nelle scorse settimane ha perso il bambino che aveva in grembo quando è stata allontanata dal Cara di Isola Capo Rizzuto. Quanto questo sia stato causato dello stress e dal trauma di ritrovarsi in strada difficile da stabilire, certo è che quella vicenda ha pesato e non poco sul morale della giovanissima famiglia. Ma comincia a riaffiorare la speranza e Manuelita dice: “Adesso questa situazione si sta superando e inizio a vedere sui loro volti dei sorrisi… è una bella soddisfazione”. 

Un grande aiuto è arrivato anche dal parroco del paese, don Vincenzo, che afferma: “Se possiamo accogliere queste persone dobbiamo accoglierle bene, con delle case appropriate e non ammassarli in tendopoli, baraccopoli, dove non vi è l’elettricità o neanche un bagno”. 

Don Vincenzo ha inoltre deciso di dare un messaggio attraverso il presepe della sua parrocchia, nel quale Gesù Bambino è africano.

L’accoglienza di Caccuri è la prova che l’Italia non è solo quella dei decreti voluti da Salvini.

La giovane famiglia africana non è stata solo accolta, ma vi sono volontari e mediatori culturali che insegnano loro la lingua italiana per far sì che i due giovani si creino un futuro e siano anche di aiuto al paese. E’ una storia piena di speranza, ma è soltanto una. Ce ne sono tante altre meno fortunate, come quella di un ragazzo appena diciottenne che, costretto ad abbandonare il Cara, è uscito con addosso lo zaino, convinto che sarebbe tornato a scuola. Quel ragazzo, come tante altre persone, sono adesso per strada.

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