Crotone,

Ai crotonesi hanno tolto le cose più belle: il sorriso e la voglia di vivere

Rispettando la nostra deontologia professionale e la nostra etica non riportiamo mai casi di suicidio, a meno di casi eclatanti oppure di pubblico interesse. Ci atteniamo alle regole che ci offre l’Ordine dei Giornalisti: “Le norme deontologiche indicano chiaramente le cautele con cui devono essere esposti questi casi per non provocare dei fenomeni di emulazione: ci sono dati dell’Organizzazione mondiale della sanità che dimostrano in modo chiaro che parlare dei suicidi fa aumentare il numero delle persone che decidono di togliersi la vita. E raccomandano anche la necessità di tenere al riparo da un’inutile e crudele pubblicità i familiari e i parenti già provati da un così forte dolore.
Per questo, a parte pochi, straordinari casi nei quali il diritto e il dovere di cronaca prevale sul rispetto della privacy, non devono essere divulgate le generalità di chi ha deciso di togliersi la vita e altri particolari che rendano il suicida identificabile, nel pieno rispetto della persona, che è uno dei cardini della professione, come ricordano i principi della Carta dei doveri del giornalista”.
Ci permettiamo, però, con grande delicatezza e altrettanta fermezza, pur non volendo cercare motivazioni specifiche a gesti individuali, di porre la questione in termini di mal di vivere. Due in due in giorni, tre in tre mesi e ci è mancato poco fossero quattro. Sono numeri allarmanti che ci devono imporre quantomeno una riflessione.
Riflettere su cosa sta accadendo nella nostra comunità, nella nostra città, e forse al nostro Paese, appare un obbligo morale di chi in questo posto ha deciso di continuare a restare e a sopravvivere per certi versi.
Nessuno troverà mai la risposta ad alcune decisioni assolutamente individuali, ma porsi almeno delle domande credo sia dovere di tutti noi.
Abbiamo il dovere da cittadini di chiedere, a chi ne sa più di noi, di darci una mano a comprendere ad individuare i segnali, nel caso ci fossero.
Su alcune questioni, pur nella diversità, occorrerebbe ritrovare compattezza e cercare di tornare ad essere una comunità. Una comunità nella quale ognuno si senta al posto giusto, ognuno possa avere il diritto di sorridere e gioire della vita.
Crotone è una città che da anni ha perso il sorriso, ha perso la voglia di divertirsi, ce l’hanno fatta perdere e di questo ne siamo tutti in qualche modo colpevoli. Alcuni molto più degli altri. Chi non si preoccupa degli altri e lascia fare è responsabile allo stesso di chi fa di tutto per tenere il popolo ignorante. Già, perché anche l’ignoranza contribuisce a creare una società senza sorriso. E un tempo gli ignoranti avevano anche timori ad esporsi. Oggi no, oggi tutto è opinabile e commentabile sui social. Chiunque pensa di poter dissertare su cose di cui non ha mai nemmeno sentito parlare. Qualcuno li ha definiti gli haters (odiatori), coloro che riempiono i social di odio e negatività (a volte solo raccontando frottole), invece di proporre critiche costruttive. E siamo circondati da queste cose. Invasi.
Ma Crotone in poco tempo si è trasformata da città all’avanguardia di tutto il territorio calabrese (in politica, nel lavoro, nello spettacolo, nella cultura ecc.) a spettro, a città fantasma. Una città in cui sorridere sembra quasi un lusso, trovare la gioia di passeggiare ed incontrare persone allegre è diventata una chimera.
Restituire ai crotonesi  il sorriso e la voglia di vivere e divertirsi dovrebbe essere dovere morale di tutta la classe dirigente. Per classe dirigente si intende chiunque abbia un ruolo in questo posto. Io probabilmente non riuscirò mai a perdonare e giustificare  coloro che hanno in qualche modo concorso a questa situazione. E su persone e situazioni credo di avere le idee molto chiare, per questo spesso a taluni risulto antipatico, quasi fastidioso. Ma è proprio il loro fastidio nel sentirsi sbattere in faccia la verità che nessuno ha il coraggio di pronunciare che dovrebbe darci linfa per tornare a creare un luogo dove sorridere e gioire per le cose belle sia la normalità.
Serve tornare a sorridere per far crescere i bambini di Crotone con la voglia di vivere e di gioire, tornare ad esserne fieri cittadini. E per fare questo occorre che ognuno abbia la possibilità di vivere la sua vita libero dal giogo della povertà economica e morale, oltre che culturale.
Questa è la nostra più grande colpa: lasciare in mano agli ignoranti, i ladri, i truffatori le sorti delle nostre vite e quelle dei nostri figli.
Invertiamo la rotta, torniamo ad essere avanguardia, affidiamoci alle competenze che abbiano a cuore il bene di tutti.

Tag:

Via Veneto gif