Crotone,
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Adesso basta, a Catanzaro chiamassero i criminali con il loro nome

DI Vincenzo Montalcini

Adesso basta. Il voler andare avanti, pensare in maniera diversa rispetto ad una mentalità “da Serie C” non deve farci subire in maniera passivo tutto. Va bene il clima pensatissimo che si respirava prima, va bene anche capire quello che si può provare dopo anni di delusioni calcistiche, ma adesso basta. Perché l’arte del rigirare la frittata non può passare inosservata. Il nostro sindaco, inoltre, se avesse voluto semplicemente vedere la partita avrebbe potuto comprare il biglietto, senza tante pantomime. 

Partiamo dai fatti, iniziando dal comunicato della società che in questo momento di trova – meritatamente – in testa alla classifica. Un comunicato con il quale ci si congratula con le forze dell’ordine, con la sicurezza e nel quale non viene minimamente fatto cenno degli agguati subiti dai tifosi rossoblù. In pratica, se abbiamo capito bene, sono cose normali. Perché in Serie C un tentato omicidio plurimo – e non esagero, perché di questo si tratta – è una cosa normale. Evidentemente lo è anche per la Lega di Serie C che in un fine settimana, nel solo girone C, ha visto un tifoso del Crotone arrestato, cinque della Turris, il match di Foggia interrotto per disordini oltre che tutto il contorno del derby. Ma questa mattina tutti si sono alzati come se nulla fosse, è tutto normale. Ma di che cosa stiamo parlando? Risulta che il sindaco Fiorita abbia ricevuto un piccolo tifoso della squadra che rappresenta che è stato colpito con un sasso. Massima solidarietà al bambino, ci mancherebbe pure. Ma lo stesso deve valere anche per le famiglie e i bambini colpiti e terrorizzati da quei criminali. Si, avete capito bene cari società e sindaco: sono dei criminali, perché non li chiamate per nome? Davvero un sedere di fuori, davvero di cattivo gusto, è paragonabile agli attentati codardi messi in piedi ormai in maniera sistematica? Ma non è la stessa città dove ai tifosi del Crotone prima e a quelli del Cosenza poi sono state lanciate addosso delle molotov? Ma stiamo scherzando davvero? Farebbe bene la Catanzaro perbene a condannare fermamente questi atti, anche a livello istituzionale. Senza mettere la polvere sotto al tappeto.

Ha sbagliato chi ha ferito l’ispettore (crotonese), ed hanno sbagliato anche a salire a primo piano a prendere una sciarpa. Episodi anche questi gravi, gravissimi. Ma qualcuno ha messo in pericolo la vita di altri? Non risulta.

Per non parlare del trattamento subito da alcuni componenti dallo staff e dalla compagna di Branduani, che al di là della camicetta strappata ha subito fin dall’inizio epiteti irripetibili in quella tribuna in cui hanno sempre colpa gli altri. 

Non eravamo abituati a questo, è solo la verità. Abbiamo colorato San Siro, siamo retrocessi a Napoli tra gli applausi dei tifosi ospiti, abbiamo gioito allo Scida. Negli ultimi 17 anni non c’è stato un solo problema. Uno. Noi possiamo dirlo forte, non è la categoria che ci qualifica.