Crotone, 
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Abramo: quei i dipendenti trattati come carta straccia

Le mancanze di rispetto, di comprensione, di tatto, nei confronti dei dipendenti della Abramo Customer Care, o meglio, di quello che rimane di un’azienda fantasma in attesa di capire di che morte morire, è assolutamente offensivo nei confronti di chi, ormai da quattro anni, vive nell’angoscia e nell’incertezza assoluta. Incertezza da ogni punto di vista: del futuro, ma anche della gestione del presente, visto che il “numero” piazzato con la cigs di settembre (non pagata), dimostra che valore hanno le persone nella considerazione di chi oggi gestisce i brandelli dell’azienda. Rimanere senza una parte di stipendio, nel mese in cui ci sono da affrontare spese come libri e tante altre cose di “inizio anno”, per famiglie che si sostengono solo con quelle entrate, diventa difficile, se non impossibile da superare, come periodo. Bisogna però capire come questi giorni, in numero diverso in base ai vari reparti, siano stati assegnati senza avere prima l’approvazione.
In tutto questo scenario ci si avvicina alla scadenza, questa volta quella definitiva, senza che nessuno sappia nulla. Nemmeno un cenno al progetto di digitalizzazione. Partirà? Quando partirà? Ci sarà una fase di transizione? E come verrà gestita? Con un altro periodo di cassa integrazione? Intanto la gente aspetta senza risposte. E non dorme la notte.
Ma come sempre, storie come queste, così com’è stato con la Pertusola, fanno la disperazione di tanti e la fortuna di pochi.

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