Crotone,
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Venneri: “Ok i controlli sul lungomare, ma qualcuno hai mai denunciato i fuochi d’artificio vicino la Questura?”

Riceviamo e pubblichiamo

Sabato mattina, presso l’Hotel The Hive a Roma, si è svolta la prima assemblea Nazionale “Verso L’unione Popolare“. Con questo slogan parte la campagna di creazione del nuovo soggetto politico nato in seguito ad un appello sottoscritto in pochissime ore da moltissime personalità della cultura e dei movimenti pacifisti, ambientalisti, femministe, militanti politici e sindacali, costituzionalisti, economisti, storici, urbanisti. L’Assemblea, aperta da Simona Suriano, deputata della componente ManifestA ha visto anche la partecipazione di Manon Aubry, parlamentare europea de La France Insoumise e capogruppo The LEFT- Sinistra Europea. Molti interventi si sono susseguiti a concludere quello di Luigi DeMagistris, che con coerenza e in continuitá con il nostro cammino per unire i non allineati al sistema.

“Costruire sia opposizione sociale al pensiero unico del draghismo che l’alternativa etica – ha affermato Luigi de Magistris – culturale, sociale, economica e politica. Rottura del sistema e capacità ed affidabilità di governo. Vogliamo riprenderci la democrazia dimostrando che il potere è servizio per garantire diritti, uguaglianza, fratellanza, libertà, giustizia sociale ed ambientale.”
“Non staremo con chi è nel sistema, seduto al tavolo del compromesso morale. Non portiamo solo idee nuove e radicali, ma le facciamo camminare su persone e storie coerenti e credibili, individuali e collettive. Il campo aperto nel quale camminiamo ascoltando, coinvolgendo nella partecipazione ad una vera e propria rivoluzione popolare culturale, prima ancora che politica, va dalle lotte pacifiste a quelle ambientaliste, da quelle studentesche a quelle per il lavoro, dall’antimafia sociale a quelle per i diritti e le libertà civili, dalla sinistra diffusa nel Paese a chi lotta per l’attuazione della Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo, dagli astenuti ai delusi dall’ inganno pentastellato.”
“Il Paese reale è migliore di chi si trova ai vertici del potere politico. Mettendo insieme onestà, libertà, storie di persone senza un prezzo, autonomia, competenza, coraggio, passione ed amore possiamo lottare per realizzare un’altra Italia possibile. Non saremo complici e conniventi, di fronte alla guerra e alla distruzione dell’ambiente, alle disuguaglianze e all’economia criminale, alla mortificazione dei diritti fondamentali con una politica intrisa di corruzione, dimostreremo che cambiare si può con concretezza e visione portando l’umanità al potere.” ha concluso de Magistris.
È stato, dunque, emozionante e speranzoso, per chi come me crede ancora che si possa fare politica tra la gente, dalla parte dei cittadini, per migliorare le condizioni della sola ed unica vita su questo pianeta. La politica romantica e inclusiva, ma soprattutto concreta, che ha come focus i diritti civili, umanitari, il lavoro, la parità a tutto tondo. Altro punto importante è stato vedere Donne di spessore alternarsi al dibattito, come Manon Aubry giovane donna politica Francese, esponendosi in favore del progetto portando la testimonianza del recente ottimo risultato della sinistra Francese. Si è discusso molto sul tema dell’importanza del lavoro e del salario minimo. La politica, dunque, sempre a servizio del cittadino.

Motivo per il quale non posso non fare un accenno a quello che, ho appreso, dalla stampa locale di ritorno nella mia città ed essere solidale con i gestori dei locali del lungomare, vittime di un sistema che lascia disarmati, è giusto seguire le regole, ma è anche giusto capire la visione globale di una città che pare essersi assopita alla vecchia e obsoleta mentalità, che richiama i giovani a se, ma che respinge ogni tipo di attività ludica e ricreativa, costringendo gli stessi a muoversi durante le notti estive nelle località limitrofe per divertirsi, con i rischi che si corrono sulle nostre strade della morte. 

Con rispetto massimo verso le autorità che, giustamente, perseguono la legalità, specie su segnalazione dei cittadini che hanno bisogno di riposo anche dopo due anni di lockdown, e con una città che piange la mancanza di lavoro, turismo, crescita economica e sociale.

Nessuno però ha mai inteso chiamare le forze dell’ordine per denunciare i quotidiani disturbi dei fuochi d’artificio che in una delle vie adiacente alla questura, si sentono a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza voler mai dire quello che in realtà succede. 

Mi chiedo perché bisogna sempre colpire chi onestamente cerca di fare impresa, creare lavoro e dare ad una città la speranza di potercela fare? se solo remassimo uniti nella stessa direzione, se solo avessimo l’orgoglio e la capacità di essere comunità senza affossarci l’un l’altro e magari denunciare cose che sappiamo tutti e nessuno vede mai. Ricordando a tutti e tutte che la musica non ha mai ucciso nessuno, altro invece SI!

CONSIGLIERA COMUNALE

DALILA VENNERI

CAPO GRUPPO DEMAGISTRIS PRESIDENTE