Crotone
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Per il centrosinistra “Perdere è una questione di metodo”

Lettera firmata

A pochi giorni dalla tornata elettorale che ha viste coinvolte le regioni del Lazio e della Lombardia non possiamo non riflettere sulla ormai continua e sistematica disfatta del centro – sinistra (se ancora così lo si vuole chiamare) che oramai, con metodo scientifico, sembra volersi proiettare verso una definitiva scomparsa.
“Perdere è una questione di metodo”, questo è il titolo di un oramai vecchio libro che, la sinistra, sembra abbia voluto fare suo. Negli anni una parte di questo schieramento ha governato e non è riuscito a rappresentare le istanze che il pensiero e la cultura di appartenenza avrebbe dovuto valorizzare quali la tutela dei lavoratori, i diritti civili, il diritto allo studio e l’accesso alla sanità. Niente di tutto questo è stato fatto anzi, in una ottica cieca e ottusa, ci si è sempre di più spinti verso una dimensione capitalistica che ha reso ancor più difficile l’accesso alla sanità e alla cura mentre, per quanto riguarda l’istruzione, si è assistito al depauperamento della scuola pubblica. Si è assistito alla perdita di potere di acquisto delle famiglie, alla perdita della tutela dei diritti per i lavoratori, al depotenziamento delle politiche sociali ed infine alla completa immobilità sul tema dei diritti civili. Una disfatta, per chi appartiene a questa area culturale, che ha pesato sugli esiti elettorali. Una corsa al centro che ha privato un intero mondo della sua identità. Poco ha da consolarsi il PD del suo “20 per cento” che rappresenta non un punto di partenza ma la chiara sconfitta di chi non ha saputo rappresentare il suo bacino elettorale ed ora naviga a vista su una barca senza guida e senza porti sicuri.
Dall’altro lato abbiamo la sinistra, quella che si definisce pura, che, in maniera anacronistica, impedisce percorsi di unificazione di una intera area e che, nelle competizioni elettorali, colleziona risultati da prefisso telefonico.
Se si continua così si è proiettati verso l’invisibilità, l’inconsistenza.
Dobbiamo assolutamente riprendere le fila del progetto che storicamente ha rappresentato un punto fermo nella cultura della difesa e promozione dei diritti dei cittadini di tutto il mondo.
Anche in relazione alla guerra in Ucraina stupisce la totale assenza di un impegno politico serio e convinto verso la Pace. Sembra che la parola Pace, svuotata del suo reale significato, sia strumentale alla prosecuzione del conflitto, all’invio di armi, all’aumento degli investimenti nel settore militare e della difesa. Nessuna capacità, nessuno sforzo concreto per intavolare un percorso diplomatico che consenta l’immediata cessazione delle ostilità e la costruzione delle condizioni necessarie ad una convivenza pacifica nel cuore dell’Europa.
Nell’era della transizione “green”, poi, è necessario che la tutela dell’ambiente sia una priorità reale e non solamente uno slogan vuoto che non tiene conto del pieno rispetto dei diritti di tutti i cittadini. E’ fondamentale che l’impegno politico ed istituzionale sia effettivamente rivolto alla tutela della salute, alla salvaguardia delle risorse ambientali del territorio, al benessere delle comunità soprattutto con riferimento alle bonifiche dei siti fortemente inquinati, allo sfruttamento delle risorse naturali, ad un investimento nelle fonti rinnovabili che però abbia delle ricadute positive e concrete per tutti i cittadini, a partire da quelli che vivono nelle aree in cui tali impianti sono collocati.
Un punto cruciale per una rinnovata azione politica del centro sinistra va individuato anche nell’opera di contrasto alle mafie ed alla criminalità soprattutto in relazione al troppo frequente rapporto con le istituzioni e la pubblica amministrazione. Bisogna riconoscere il crescente fenomeno delle infiltrazioni mafiose e

sostenere con un’azione decisa e provvedimenti adeguati lo sviluppo della cultura dell’antimafia. Bisogna creare le condizioni per lo sviluppo investendo in formazione, lavoro, cultura. Bisogna ritrovare una visione di società e la forza per attuarla.
Seguono firme:

  1. Filippo Sestito
  2. Fabio Riganello
  3. Vincenzo Medici
  4. Antonio Manfredi
  5. Davide Dionesalvi
  6. Pasquale Nicoletta
  7. Maddalena Autiero
  8. Monica Carvelli
  9. Raffaele Pignolo
  10. Giovanni Cizza
  11. Leonardo Torchia
  12. Giovanni Verzino
  13. Anna Maria Corrado
  14. Pino De Lucia
  15. Mimmo Basile
  16. Luigi Barletta
  17. Lorena Corasaniti
  18. Flaviana Leonardi
  19. Santino Scalise
  20. Noemi Bossi
  21. Paolo Sesti
  22. Pino Fabiano
  23. Emilia Scibilia
  24. Noemi Di Lullo