Crotone,
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Lettera: “Politica crotonese ai minimi storici, tra grillini e Giunta e Pugliese”

Riceviamo e pubblichiamo

“Il populismo dà, il populismo toglie. Forse è quello di cui si stanno rendendo conto in questi giorni i “grillini” crotonesi, coloro che hanno fatto la fortuna su Facebook e che negli ultimi giorni stanno perdendo il loro consenso multimediale, poi trasferitosi alle urne, in men che non si dica. Perché a molti forse non è chiaro che quello dato ai Cinque stelle non è un “voto per” qualcuno, piuttosto un “voto contro” qualcun altro. La vicenda stadio a Crotone sembra essere scritta su un copione per far venire fuori tutti i limiti di un movimento che, quando deve scollarsi dalle tastiere dei pc o degli iPhone, inizia ad annaspare. Ma davvero. Sono convinto che almeno la metà della gente che frequenta assiduamente lo stadio abbia votato alle ultime Politiche Giggino e i suoi amici. Per la stragrande maggioranza signori nessuno, perfetti sconosciuti che, di fronte allo sfacelo impacchettato dai soliti noti della politica, già per il fatto stesso di non essere mai stati in una lista, partivano con novanta metri di vantaggio in una gara sui cento, contro gente zoppa (politicamente). Perché il problema è anche quello, visto che al Comune c’è gente a cui nessuno avrebbe dato credito in qualsiasi altro posto del mondo, con tanto di minoranza seduta allo stesso tavolo a far finta di litigare per poi fare “l’ape” insieme, che ti aspetti? È chiaro che poi l’antipolitica e il populismo dilagano. Fin quando però non devono affrontare argomenti che riguardano proprio il popolo. E quale miglior banco di prova se non il calcio, lo stadio? Mentre il Crotone e i crotonesi godevano (si, godevano!) della Serie A c’era chi scriveva al Ministero per accertarsi che la proroga non venisse prolungata, vedo senatrice archeologa? Quando poi la vicenda si è ingarbugliata a luglio è diventata una “questione di principio”. Nelle ultime ore invece colpa non è solo del Comune (che di certo non si salva in questa situazione) ma soprattutto della società. Altri autorevoli esponenti locali del Movimento sono convinti che “basta spostare gli spogliatoi”. Tutto questo per gente votata da un popolo (stanco) che effetto ha sul popolo stesso? Basta aprire i social e verificare. A poco serviranno i professionisti di Facebook che si sono trasformati in guru della comunicazione semplicemente inserendo gli hashtag davanti alle parole e scrivendo 300 comunicati al giorno a quegli stessi giornali brutti e cattivi “al soldo del padrone”.  Mi viene in mente “Second life”, il gioco sulla realtà virtuale che nel 2003 sembrava dovesse stravolgere il mondo ma che, alla fine, ha fatto i conti con la realtà. Mentre qualcuno magari è rimasto intrappolato dentro”.

Ps: Facciamo un esperimento. Quando questo articolo verrà inserito sui social, verifichiamo quanti l’avranno letto fino in fondo prima di commentare?

Vincenzo Montalcini