Crotone,
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Italexit: la visita di Paragone a Crotone

Gianluigi Paragone ha percorso in lungo e in largo la Calabria, in senso letterale: nelle giornate di sabato 17 e domenica 18, tra le altre tappe (Reggio Calabria, Lamezia Terme, Villapiana Lido), il leader e fondatore di Italexit è giunto, per la prima volta, a Crotone, per l’incontro pubblico con gli elettori.

In una gremita Sala consiliare del Comune, il senatore era affiancato dai due capilista alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, rispettivamente Massimo Cristiano, che è anche coordinatore regionale e ha introdotto l’incontro, e Raffaele Vena, nonché dalla responsabile organizzativa di Italexit Crotone, Elena Lobeato, Francesco Rocca
tesoriere  provinciale, e dai candidati crotonesi Camera e Senato Maria Pangallo e Francesco Fabbiano. Era assente, per motivi personali, solo Katerina Belbot, a sua volta candidata al Senato, presente Carolina De Leo, candidata alla al collegio uninominale Camera Crotone-RossanoCoriglianoe già presidente del Consiglio comunale di Francavilla Marittima.

Un discorso accorato, quello di Gianluigi Paragone, distante dal politichese o da concetti astratti. La concretezza è quella che lo ha guidato nel rimarcare le storture che discendono dall’appartenenza dell’Italia alla Unione europea, che, dismesse le buone intenzioni del processo di fondazione avviato decenni fa, si è trasformata in quel Leviatano che pervade le nostre vite, e lo fa in vari modi. Gianluigi Paragone ha ricordato le eccellenze italiane, o anche “ex” eccellenze, giacché la spirale in cui siamo sprofondati una volta cedute quote importanti di sovranità politica, economica e, soprattutto, monetaria, ha portato alla svendita dell’industria manifatturiera, che era un vero orgoglio nazionale, al collasso dell’agricoltura e della enogastronomia. Nessuno, argomenta correttamente Paragone, scambierebbe il Made in Italy con un generico e incerto “Made in Europe”.

La situazione, peraltro, è ulteriormente aggravata dall’abnorme rincaro dell’energia e tutto quel che ne consegue in termini di bollette astronomiche e inevitabile e conseguente impoverimento. Ecco perché il partito è contrario alle sanzioni che l’Unione europea ha imposto alla Russia e all’invio di armi all’Ucraina. Ci permettiamo di citare Indro Montanelli: «quando si farà l’Europa unita, i francesi ci entreranno da francesi, i tedeschi da tedeschi e gli italiani da europei».

Spazio anche ai temi locali, con alcune note dolenti per il territorio: la problematica legata a trasporti e infrastrutture. Nel particolare, è un vero e proprio bollettino di guerra quello delle note e tristi vicende che riguardano la Statale 106, la cosiddetta “Strada della morte”. Da Taranto a Reggio Calabria, due regioni attraversate, da una strada colabrodo, per non parlare della carenza infrastrutturale, data la quasi completa dismissione della tratta ionica di Trenitalia, altra nota dolente l’aeroporto Sant’Anna. Tutto ciò relega il crotonese (inteso sia come cittadino che come area geografica) in un alienante isolamento.

Al termine dell’incontro, la delegazione crotonese si è recata a Lamezia Terme, per il comizio conclusivo di Gianluigi Paragone e di tutti i candidati calabresi sul grande palco di corso Nicoter