Crotone,

Dorina Bianchi e Antonio Gentile: ora la Calabria può essere felice

Diciamocelo subito, eravamo tutti in ansia per Dorina e Antonio (Totò).
Come, due calabresi così impegnati, così “premiati” dall’elettorato ancora non avevano avuto nessun riconoscimento in un Governo meno che mediocre?
Niente paura, ci ha pensato il duo Renzi-Alfano a sistemare le cose.
I due membri di Ncd sono stati inseriti nella squadra di Governo del Paese nell’ultimo Consiglio dei Ministri, come annunciato dal parlatore fiorentino. E davvero volevamo privare la Calabria di questa gioia? Del resto che volete, la Calabria in Parlamento è rappresentato da navigati signori della politica, da gente che ha fatto tantissimo per questa regione (?), basta guardare Enza Bruno Bossio.
Comunque sia, ora in Calabria stiamo tutti meglio. Diciamo la verità. Il segnale che ha mandato il governo di Gianni e Pinotto è chiaro, lampante, inconfondibile: se sei una trasformista della politica avrai un premio; se cerchi di mettere il bavaglio all’informazione (con l’aiuto di compiacenti stampatori) avrai un premio. E come spieghiamo a Giuseppe, calabrese, padre di famiglia che si alza ogni mattina alle cinque e che è emigrato nelle nebbie del Nord per far mangiare i figli, che domani deve tornare a lavorare con due Sottosegretari di cotanto valore?
Due che hanno ricevuto una barcata di voti (?) dal popolo calabrese.
Antonio Totò Gentile sarà vice ministro allo Sviluppo economico. La sua nomina verrà formalizzata a metà marzo quando Carlo Calenda andrà a Bruxelles a rappresentare l’Italia, ma nel frattempo Gentile è stato nominato sottosegretario allo Sviluppo Economico. La “nostra” Dorina Bianchi è stata nominata sottosegretario a Cultura e Turismo. Un ex democristiano ministro (Franceschini), una ex democristiana Sottosegretario (Dorina). Mi pare giusto. Uno sta a sinistra, l’altra sta a destra, ma governano insieme. Oddio mi sono perso qualcosa. No, è solo che secondo Flora Sculco, “ho una visione antica della politica”. Ah, ecco! Ora è tutto più chiaro. Dorina, sonoramente bocciata dall’elettorato crotonese (non capite davvero niente) quando si è candidata a sindaco, ora gongola. Del resto lei solo una volta si è davvero confrontata con l’elettorato: nel 2001, quando è stata eletta la prima volta Parlamentare, poi è sempre stata nominata. E deve essersi divertita molto in Parlamento visto che ha cambiato più volte scranno e prospettiva. È passata dal Ccd all’Udc, poi La Margherita, Pd, il ritorno della figliol prodiga all’UdC, ma subito dopo l’adesione al PdL, e quindi Ncd. Geniale fu una sua campagna elettorale nella quale venne addirittura sua “eccellenza divorziato” Casini a sostenerla al Teatro Apollo. Ma pochi giorni dopo la “nostra” passa al PdL e allora a Crotone arriva sua maestà el trombador de femme, Silvio Berlusconi. Un colpo di teatro fantastico. Due leader nazionali in pochi giorni per sostenere lei, peccato che erano in schieramenti diversi e nemmeno alleati. Ma ho sempre quella visione antica della politica, quando la sinistra faceva la sinistra e la destra faceva la destra. Ora le cose si sono pericolosamente e dannosamente mischiate. Per cui se fai la consigliera comunale contro il centrosinistra puoi essere consigliere regionale con il centrosinistra. Specie se il tuo schieramento nella precedente legislatura, di destra, ha avuto un assessore. Mamma a capa. Dunque, caro Giuseppe, operaio calabrese emigrato nelle nebbie del Nord, domani ti tocca alzarti alle cinque di mattina, col freddo, la neve, la nebbia e lontano dai tuoi luoghi di infanzia. Suda, sputa sangue e cresci i tuoi figli ai quali insegnerai che in politica c’era una volta la sinistra e la destra, ma fate molto attenzione al centro. Quello è il più pericoloso di tutti, perché consente di muoversi a piacimento a destra e a sinistra e di dire tutto e il contrario di tutto. Anche urlare per le infrastrutture del Crotonese e poi votare contro i provvedimenti che riguardano la Statale 106 Ionica. Come sei antico, ancora a questa politica credi? Sarà pure vero, ma è questione di Cultura (C volutamente maiuscola).

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