Crotone,

Cutro, colpo di spugna all’opposizione?

Travolti da un insolito destino in una buia sera di marzo: così potrebbe intitolarsi il film che andrà in onda domani sera (venerdì 3 marzo) nella sala consiliare del Comune di Cutro. Con la non trascurabile differenza che, invece delle divertenti gag della coppia Melato-Giannini, qui si assisterà al voto, altamente drammatico sotto il profilo politico, che potrebbe sancire la decadenza di ben tre consiglieri di minoranza, tutti candidati alla carica di sindaco nelle scorse elezioni e, dunque, separati da idee e programmi, ma ora accomunati da un trattamento che non esitano a definire frutto di un palese abuso.

Ad Antonio Lorenzano, Ottavia Oliverio e Massimo Tambaro il Comune contesta la sussistenza di una causa di incompatibilità per le rispettive posizioni debitorie nei confronti dell’Ente.

La vicenda di Tambaro è riferita a crediti tributari pregressi che il capolista di Patto Civico reclama inesistenti; quella di Lorenzano e Oliverio trae invece origine da una delibera della Corte dei Conti datata 2012 che – risolvendo un contrasto giurisprudenziale – ha chiarito che i Comuni avrebbero dovuto ridurre del 10% le indennità percepite dagli amministratori, anche se la Finanziaria del 2006 – che quell’obbligo aveva introdotto – ne demandava l’attuazione a un successivo decreto che non fu mai emesso. Alla luce di tale innovativa interpretazione il Comune di Cutro ha chiesto agli ex assessori la restituzione della quota indebitamente percepita (si tratta di circa 25 euro per ogni mese di carica) avviando immediatamente il procedimento di decadenza.

Lorenzano e Oliverio respingono ogni addebito, contestando i fatti sia sul piano giuridico che su quello politico: le norme allora applicate sono tuttora in vigore – è il loro ragionamento – e prima di avviare un procedimento così grave dovrebbe essere un giudice terzo a stabilire se il credito sussiste o meno. Ma proprio da qui parte la polemica politica: la maggioranza sta forzando una interpretazione giurisprudenziale – dicono i destinatari dei procedimenti – per sbarazzarsi in un colpo solo e prima possibile degli esponenti di spicco delle opposizioni.

Certo è che l’azione del Comune di Cutro non ha precedenti e non si ha notizia di casi simili in altri territori. Questo qualcosa vorrà pur dire. E, considerate le gravi conseguenze su rappresentanti eletti con il voto democratico, forse ci si aspetterebbe una maggiore prudenza da una maggioranza che si definisce “moderata”.

 

 

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