Crotone,

Crotone, sindacati: “Amministrazione Pugliese, un anno di nulla”

Riceviamo e pubblichiano

“Dopo un anno di amministrazione della città di Crotone con Calabria in Rete, ed il Sindaco da questi indicato, forse qualche riflessione va fatta. In genere le Amministrazioni, quelle che si condividono e non, si sottopongono al giudizio dei primi cento giorni ma, in questo caso, e ve ne chiediamo scusa, dopo quei fatidici tempi, non sapevamo proprio cosa raccontare. Dopo una amministrazione (la seconda Vallone) pressocchè inesistente, le abbiamo provate tutte per tentare di dare slancio ad una città e ad una provincia afflitta da enormi problemi. Abbiamo pure provato a condividere responsabilità, non nostre, accettando di partecipare ad un tavolo tecnico istituito dall’attuale Amministrazione con il compito di affrontare le innumerevoli questioni esistenti in città, salvo poi accorgerci che quel tavolo veniva usato come foglia di fico per mascherare le reali attitudini degli attuali attori. Porto, Aeroporto, Bonifica, gestione delle acque, rifiuti e relativa gestione della differenziata, Antica Kroton, occupazione, tutti problemi rimasti al palo e senza alcuna prospettiva, nonostante le innumerevoli promesse di concreta soluzione. E nel mentre CGIL CISL e UIL, unitamente alle tante associazioni e comitati cittadini, protestano nel tentativo di mantenere alta l’attenzione su questi delicati problemi, evocando impegno e trasparenza, i nostri amministratori non trovano di meglio che tentare, con insolita arroganza, di mettere il bavaglio a tutto ciò che li infastidisce e che disturba il manovratore. La logica è quella, appunto, del “chi tocca i fili muore”. Ed è nella più bieca interpretazione di questa insolita arroganza che si consuma forse l’atto più deplorevole ed umiliante per l’intera collettività. Accusare la Prefettura di condividere ed assecondare atti illegittimi ed estorsivi, per il solo fatto di aver espletato un tentativo obbligatorio di conciliazione con le nostre rappresentanze di categoria e, soprattutto, dopo che la stessa ha sottoscritto il verbale in questione, è roba capace di fare un baffo al Kafka migliore e di mettere in difficoltà il padre della psicoanalisi Sigmund Freud. Già cercare di costringere al palo un sindacato, la cui colpa è quella di non essere accondiscendente o provare ad emanare piccole ed ignobili liste di proscrizione dei rappresentanti sindacali, non rappresenta certo il massimo della dialettica democratica di questi ultimi giorni, riconducibile, invece, ad una vetusta logica di conflitto che gratta la pancia delle tifoserie. Saremo proprio noi, il Sindacato, a non consentire di offendere e denigrare le più alte cariche dello Stato presenti nel territorio. In una situazione di estremo disagio quale quella che viviamo mettere in dubbio l’operato della Prefettura di Crotone, nella sua forma di rappresentanza massima dello Stato, significa dare in pasto a forze trasversali ed occulte la possibilità di diventare più forti e credibili.

Significa fare il contrario di quello che dovremmo fare: rappresentare e rafforzare la presenza ed il governo dello stato sul territorio. Piena condivisione delle attività delle nostre categorie impegnate oggi più che mai nella difesa dei diritti dei lavoratori e piena e ferma condanna per quelle insinuazioni tese ad indebolire, strumentalmente a proprio vantaggio, il Prefetto di Crotone e ciò che egli rappresentata, convinti come siamo che solo un rafforzamento dello stato sul nostro territorio possa incidere positivamente sulla qualità della vita e della democrazia. E nel delirio del primo caldo quasi estivo porto, aeroporto, differenziata, occupazione, gestione idrica, depurazione, antica kroton, bonifica, vanno a farsi benedire. Crotone forse non meritava tutto questo.

Le segreterie confederali CGIL – CISL – UIL Crotone”.

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