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“Tetto stranieri” a scuola: in Calabria delusi, “Credevamo fosse una ristrutturazione”

CROTONE – Amarezza, profonda delusione e una punta di rassegnazione negli istituti comprensivi della regione dopo i chiarimenti sul nuovo provvedimento governativo relativo al “tetto agli studenti stranieri”. Dirigenti scolastici, corpo docente e personale ATA avevano già stappato la gassosa al caffè e iniziato a rimuovere i secchi d’ordinanza dai corridoi, convinti che Palazzo Chigi avesse finalmente stanziato i fondi per rifare la copertura del plesso crollata durante il maltempo del 2014.

La doccia fredda è arrivata a metà mattina, quando la circolare esplicativa ha chiarito che con la parola “tetto” la Presidenza del Consiglio intendeva una percentuale contabile e non una struttura architettonica provvista di travi, guaina bituminosa e tegole in cotto.

“Ci eravamo illusi, lo ammetto”, ha spiegato un collaboratore scolastico mentre riposizionava l’ennesima bacinella al centro dell’aula di scienze per raccogliere le gocce. “Quando al telegiornale abbiamo sentito la Premier dire ‘Mettiamo un tetto sicuro in ogni classe’, la bidella ha gridato al miracolo e abbiamo subito disdetto l’ordine per i tre chili di stucco rapido. Pensavamo che non dovessimo più fare lezione di geografia con la mantellina impermeabile.”

L’equivoco ha costretto i collegi docenti della regione a riorganizzare d’urgenza la didattica d’autunno:

  • La protesta delle bacinelle: Il comitato delle mamme ha organizzato un sit-in davanti al Provveditorato esponendo catini e secchi di plastica: “Se il Governo fissa il tetto solo in percentuale, pretendiamo che il Ministero ci fornisca almeno i teli cerati d’ordinanza per proteggere i quaderni di matematica”.

  • Didattica condizionata dal meteo: A Cosenza, l’integrazione scolastica continuerà a seguire le mappe della Protezione Civile: in caso di allerte meteo arancioni, la III B verrà evacuata nell’unico angolo asciutto del corridoio, azzerando di fatto qualsiasi ripartizione percentuale delle classi.

  • Ricorso al TAR: Un dirigente di Catanzaro ha presentato ricorso d’urgenza chiedendo di convertire la quota del 30% di studenti non autoctoni in 30 metri quadri di cartongesso antimuffa per coprire le crepe della palestra.

Dal Ministero fanno sapere che il provvedimento seguirà la regolare trafila parlamentare, mentre nelle aule calabresi gli studenti continuano a fare l’appello controllando se il cielo sopra la lavagna sia sereno o nuvoloso.

Questo articolo è falso e scritto in chiave satirica, quindi non prendetelo troppo sul serio! L’intento è solo quello di strappare un sorriso e farci riflettere in modo divertente su certe situazioni. Il nostro motto è “Ridere per non piangere”.

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