Crotone,

‘Ndrangheta, processo Kyterion: la Regione non presenta le conclusioni, niente risarcimento

Niente risarcimento danni alla Regione Calabria nell’ambito del processo Kyterion contro la cosca Grande Aracri di Cutro. Lo scorso 4 novembre il Gup distrettuale di Catanzaro Carlo Saverio Ferraro ha pronunciato la sentenza nella quale venivano condannati, tra gli altri, il boss Nicolino Grande Aracri a 30 anni e il fratello Ernesto a 24. In tutto 25 condannati per quasi due secoli di carcere. Nella stessa sentenza il giudice disponeva il risarcimento danni in solido per 25 mila euro alla costituita parte civile Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie. Risarcimento che, inoltre, dovrà essere quantificato in sede civile. Nel dispositivo nessuna traccia, invece, del risarcimento danni per la Regione Calabria e la ragione è una soltanto. I legali della Regione non hanno presentato nell’udienza finale le conclusioni (scritte o orali) per come previsto dal comma 2 dell’articolo 82 del codice di procedura penale, ovvero: “La costituzione si intende revocata se la parte civile non presenta le conclusioni a norma dell’articolo 523”. Dimenticanza o negligenza? Certo la Regione Calabria potrà comunque intervenire nel procedimento civile per richiedere il risarcimento danni, ma non aver presenziato e presentato le conclusioni (nelle quali in genere si quantifica il danno) non è un bel segnale. Libera e Regione Calabria, tra l’altro, erano state ammesse come parti civili nell’udienza dello scorso 18 febbraio dopo un duro scontro con i difensori degli imputati. Quando un ente pubblico, in questo caso la Regione, si costituisce parte civile in un processo di ‘ndrangheta lo fa perché ritiene che il territorio abbia subito un danno, e non solo economico, in questo caso dalla consorteria criminale. Il fatto di non aver presentato le conclusioni e, quindi, essere stata esclusa dal risarcimento in sede penale, deve per forza di cose trovare una forte motivazione, altrimenti ci troveremmo davanti ad un fatto grave, gravissimo. La costituzione di parte civile per le istituzioni resta uno degli strumenti più validi ed efficaci per la lotta alle mafie, la restituzione di quanto depredato dalla criminalità ai territori e un segnale eticamente molto forte verso la cittadinanza. Però occorre andare fino in fondo.

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