Crotone,

Elezioni 2018: i muti intellettuali calabresi e le candidature del potere

La prima domanda che viene è: la Calabria ha degli intellettuali? Se diamo una risposta positiva dobbiamo per forza di cose immaginare una Calabria con intellettuali muti.

Questa non è solo la regione in cui ci sono tre aeroporti, ma anche tre Università. Eppure su molti argomenti di primaria importanza non si alza mai una voce per aiutare i calabresi a vederci meglio in determinate situazioni. Per esempio rimane davvero difficile trovare tracce di pensieri intellettuali sulla lotta da condurre contro la ‘ndrangheta. Ci si limita ai commenti spiccioli, gli stessi che possiamo trovare in un bar di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza o Crotone.

Del resto è il vocabolario della lingua italiana ad indicarci il significato preciso della parola intellettuale: “Persona fornita di una buona cultura o cultore di studi, ritenuto capace di esercitare una profonda influenza nell’ambito di un’organizzazione politica o di un indirizzo ideologico”. Insomma un pensatore capace di attivare le coscienze dei calabresi e di colpirle così in profondo da provocarne delle reazioni, soprattutto nelle accezioni positive. Certo l’intellettuale, in quanto tale, dovrebbe essere un pensatore libero, indipendente con una visione della realtà proiettata verso quello che potrà accadere o meno, a seconda delle strade che un popolo intende intraprendere. Un pensatore alla Pasolini, per intenderci. Ora, assodato che come Pasolini ne nasce uno ogni millennio (forse) e che non ambiamo ad avere cotanto genio di intelletto, sarebbe interessante almeno capire se in Calabria esistono degli intellettuali e che pensieri hanno per esempio sulle candidature di tutti i partiti alle prossime elezioni Politiche del 4 marzo. Una terra come la Calabria in un momento storico come questo avrebbe bisogno come il pane di pensieri intellettuali, di idee altre che possano far capire a chi non ne ha i mezzi, oppure non riesce ad individuarne i motivi, cosa sta accadendo in questa regione. Cosa ci aspetta e cosa queste elezioni prospettano ad una regione sempre più in mano ad una cupola di persone (sempre le stesse) che difendono le proprie postazioni di potere e amministrano i miliardi di fondi che continuano a sgorgare dai rubinetti dell’Unione europea. È solo un esempio. Sarebbe bello, però, immaginare che in una terra con tre aeroporti (forse) e tre Università si possa levare il pensiero libero e indipendente di intellettuali che rispondono solo alle proprie coscienze. Invece, il brutto sospetto che viene, non udendo parola pronunciata e non leggendo inchiostro da intellettuale calabrese vivente, è che forse non abbiamo intellettuali, o forse non li abbiamo liberi? Eppure quanto servirebbero ai calabresi delle belle menti libere.

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